OVIDIO – L'ARTE D'AMARE - 43 a.C. Il 20 marzo nasce a Sulmona Ovidio Nasone, antica famiglia equestre (il fratello Lucio nel 44.).

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

OVIDIO – L'ARTE D'AMARE - 43 a.C. 16/17 d.C.

 Il 20 marzo nasce a Sulmona Ovidio Nasone, antica famiglia equestre (il fratello Lucio nel 44.).

1-2 d.C. Pubblica l'Ars amatoria, il De Medicamine faciei e i Remedia amoris e inizia le Metamorfosi (considerato il suo capolavoro) e i Fasti.-
Ovidio nel 8 viene esiliato per ordine diretto di Augusto (il primo sovrano che abbia osato attaccare la poesia). Lascia Roma e intraprende il lungo viaggio verso il Mar Nero, per la piccola cittadina di Tomi, l'odierna Costanza.
A Roma, dalle biblioteche pubbliche sono tolti i suoi libri. Nel 17/18 muore a Tomi.

L'Ars amatoria è l'insegnamento alla caccia di belle donne. Fu l'opera che portò al colmo la fortuna del Poeta, divenne il beniamino dei circoli più raffinati della capitale...

 

Se c'è tra voi chi non conosce l'arte d'amare, legga il mio poema e fatto esperto colga nuovi amori!

Io canto amori certi e furti leciti, nessun delitto toccherà il mio carme.

 

Prima fatica, o tu che vieni all'armi, soldato nuovo per la prima volta, è cercare colei che vuoi amare; quindi piegarla con le tue preghiere... Ecco il mio canto, l'arena che solcherà il mio carro: ecco la meta che sfioreranno le mie ruote ardenti!
< A me piaci tu sola!>. Ella ai tuoi piedi non ti verrà a cader come dal cielo; dovrai cercarla tu, con i tuoi occhi. Il cacciatore sa dove va tesa la rete del cervo; sa dove dimora e in quale valle l'ispido cinghiale; chi cerca uccelli ben conosce i rami, chi getta l'amo ben conosce l'acque dove nuotano i pesci. Ed anche tu che cerchi donna e per un lungo amore, scegli dapprima i luoghi dove in folla tu ne possa trovare. Credimi, non serve far molta strada. Roma può darti tante e tali donne che puoi ben dire: < Ciò ch'è bello al mondo, è tutto qui >. … quante stelle ha il cielo, t'offre altrettante donne la tua Roma!
Se mai ti prende voglia d'anni teneri, subito avrai davanti agli occhi mille giovani a piacerti: sarai costretto a non saper chi scegliere. Se poi ti piaceranno più mature, più esperte, credimi, ne avrai solo per te eserciti... Tutto vi troverai: amore e scherzo,  quello che godrai solo una volta, quello che val la pena a mantenere...

 

Romolo dette il segno sospirato alla sua gente di buttarsi a preda, tutti in piedi balzarono in un grido rivelatore, e con bramose mani furono sulle donne. Come un volo di timide colombe fugge l'aquila, od una fresca agnella fugge il lupo, tremarono così alla furia di tanti maschi. Furono tutte trascinate sul letto maritale... Se poi qualcuna fu ribelle troppo e si negò al compagno, egli la strinse più forte a sé con più bramoso amplesso, e: < Perché>, disse, < questi begli occhioni te li sciupi così? Sarò soltanto per te ciò che tuo padre è per tua madre!>

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O Romolo, tu solo ai tuoi soldati sapesti dare gioie così grandi: a questo patto, son soldato anch'io!

 

I teatri, sono ancora tanto insidiosi ad ogni bella donna. Come alle corse dei cavalli, dove c'è gente si può pescare. Basta che tu ti sieda o essere a gomito di lei, se nessuno lo vieta, anche se ella non vuole, siete costretti uno accanto all'altro: è il luogo in sé che fa che tu la tocchi ad ogni modo.
Subito cerca d'attaccar discorso, le solite parole da principio: informati con cura, premuroso, di chi sono i cavalli nella pista, poi favorisci, senza perder tempo quello che piace a lei, qualunque sia...
Se la sua veste striscia troppo in terra, chinati premuroso a sollevarla, che non debba sporcarsi. E tu, in compenso, potrai dare un'occhiata alle sue gambe senza ch'ella protesti... Son le piccole cose a conquistare testoline leggere...


Mille occasioni ti daranno mense e banchetti, ove potrai cercare oltre al solito vino i tuoi capricci; appresta il vino i cuori e alla passione li fa più pronti: sfumano i pensieri, ogni penar si stempra...


-In piena luce guardò le dee Paride, allorquando disse a Venere: <Tu Venere, vinci e l'una e l'altra!>. Sfuma nella notte ogni difetto, e le donne al buio son tutte belle.-


Uomini, chiunque siate, ovunque siate, porgete l'orecchio a ciò che vi prometto! Per prima cosa non c'è donna che non possa divenire la tua: e tu l'avrai, purché sappia tendere i tuoi lacci... Chi la sa coprire di carezze: cede e più cede quando par non voglia. Come l'uomo, così gode la donna il piacere furtivo... Avanti dunque, ardito e senza dubbi. Una potrai trovarne, a mala pena tra molte, che si neghi. Solamente, che si diano o no, amano sempre d'esser pregate. E se fallisci è nulla. Poi non fallirai: fa troppo voglia ogni nuovo piacere, e ciò ch'è d'altri afferra la mente più di cio che è proprio; nel campo altrui la messe è assai più bella, poppe più gonfie ha il gregge del vicino.

Alla donna che stai facendo la corte, può darsi che si rifiuti, e allora i baci prendili a forza. Se reagirà, se per la prima volta ti dirà che sei sfacciato, credi, non vuol altroché resistendo, essere vinta insieme. Bada soltanto di non farle male, di non ferire le sue molli labbra quando i baci le rubi, e che non possa dire sono i tuoi rozzi e maldestri. Chi, prese i baci, poi non coglie il resto, perda anche quelli.
Ahimè, fu ingenuità, non fu pudore! Tu la chiami violenza? Ma se è questo che vuol la donna!
Ciò che piace a loro è dar per forza ciò che vogliono dare...

 

Buona lettura...
Lorenzo Pontiggia

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