L'ITALIA di CRISPI e la < RAZZA MALEDETTA > LA QUESTIONE MERIDIONALE - il lavoro storico – ALESSANDRO COLETTI ( IV parte )

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 LA QUESTIONE MERIDIONALE - il lavoro storico – ALESSANDRO COLETTI ( IV parte )

 

L'ITALIA di CRISPI e la < RAZZA MALEDETTA >

 

Il nuovo corso economico intrapreso dalla classe dirigente e dai governi della Sinistra attorno al 1879, per favorire le industrie del settentrione, il cui fine condurre la nazione al livello dei più sviluppati paesi europei. Si riuscì in effetti ad accelerare il processo di industrializzazione proteggendone artificiosamente lo sviluppo, ma a prezzo di negative ripercussioni negli altri settori economici.
Il liberismo propugnava che un sano sviluppo economico deve nascere dal basso e fondarsi sulla libera iniziativa dei produttori.


Propugnatore della nuova politica economica fu il gruppo del < Giornale degli economisti >, tra cui primeggiava Luigi Luzzatti. Riuscì ad ottenere dal governo tariffe doganali più alte per tenere lontani dal mercato interno i prodotti stranieri. Divenne pratica stabile, ma l'economia meridionale subì le conseguenze. Il dazio sul grano confinava l'agricoltura meridionale ad una monocultura estensiva, da non poter operare le trasformazioni fondiarie necessarie.
A peggiorare la situazione sopraggiungeva in quegli stessi anni la crisi agraria. Causa le massicce
importazioni di grano americano, e il prezzo del grano scese del 30%.

Francesco Crispi era frattanto succeduto nel 1887 ad Agostino De Pretis nella carica di Presidente del Consiglio: la sua autorità servì a rintuzzare con estrema durezza la maturando protesta popolare.
Nel 1892 il congresso di Genova sancì la divisione tra socialisti ed anarchici: nasceva il < partito dei lavoratori italiani >, che nel 1895 avrebbe assunto il nome di Partito Socialista Italiano.


Le masse rurali meridionali prendono coscienza dell'iniquità del sistema sociale che le opprime. Sale il malcontento popolare soprattutto in Sicilia, dove la rottura commerciale con la Francia ha praticamente bloccato l'economia locale.
E mentre ancora una volta la protesta si esprime nel violento tumulto, il governo organizza una repressione in grande stile che soffoca in breve tempo il movimento.

Gli statisti ligi agli indirizzi governativi ribattevano: son state fatte strade, ferrovie, istruzione scolastica, assistenza sanitaria, prima del tutto sconosciute...


Col trionfo del positivismo anche per la questione meridionale fu elaborata una spiegazione < razionale > e < scientifica >: la scuola antropologica> di Ferri, Lombroso, Niceforo da bollare di inciviltà congenita il poveraccio nato per disavventura al Sud, invitandolo a starsene tranquillo in attesa del compiersi del ciclo evolutivo per raggiungere il livello dei confratelli settentrionali.

 

La Napoli con i suoi quartieri popolosi, in tuguri infetti, in orride tane, vive e si rimescola una popolazione sudicia, incolta, malata,che mangia frutta e beve acqua putrida.
Premessa al colera e così avviene...
Re Umberto parti come una folgore a Napoli. Sua Maestà si dimostrò informatissimo sulle nozioni scientifiche del colera.
Parlò dei mezzi opportuni: costruzione di nuovi quartieri e demolizione dei vecchi, aggiunse con fermo accento: < Bisogna sventrare Napoli; bisogna che la popolazione abbia aria e luce; vi provvederò!>.

 

La situazione precipita in Sicilia e sul finire del 1893 la tensione esplode in estesi tumulti popolari, cui segue immediata la reazione governativa. I provvedimenti eccezionali di Crispi riporteranno la normalità nell'isola con lo stato d'assedio, lo scioglimento dei Fasci, i tribunali militari.
I Fasci non erano che mezzi che dovevano far migliorare i salari, contratti equi, scacciando i prepotenti dalle Amministrazioni comunali e provinciali.
Il governo invece prese parte subito per i proprietari contro i lavoratori. Vide un pericolo politico nei Fasci ma non ebbe il coraggio di scioglierli... Tolse il permesso di porto d'armi e di rivendita chi l'aveva, arrestò,processò, e li molestò...
La Sardegna, la Sicilia e il Mezzogiorno d'Italia, segnano, per quanto in fasi diverse, tre arresti di sviluppo nella evoluzione sociale.

 

G. Salvemini..:
Nego assolutamente che il carattere dei meridionali, diverso da quello dei settentrionali, abbia alcuna parte nella diversità di sviluppo dei due paesi.
La razza si forma nella storia ed è effetto di essa non causa, e nella storia si trasforma; spiegare la storia di un paese con la parola razza è da poltroni e da semplicisti.

 

Segue la v parte

Lorenzo Pontiggia

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