Miglio non credeva che fosse così ragliante il Bossi,

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

Miglio non credeva che fosse così ragliante il Bossi, invece era peggio di un bussolotto usato...

A Miglio detti fiducia, e persone vicine a lui, dissero che mi stimava.

Invece chi dice che ce la duro e da furbi han seguito la “volpe spelacchiata”, nell'essere me stesso non strinsi la mano né al capo né agli stallieri...

 

 

-Dal Giornale LA PROVINCIA di COMO: Umberto Bossi ieri sera alla festa della Lega a Cermenate è tornato ad attaccare Roberto Maroni. Il presidente-fondatore ha ribadito tutte le sue riserve su come il suo successore ha impostato la gestione del Carroccio.

’’La Lega l’ho fatta e non ho nessuna intenzione di distruggerla, una soluzione si trovera’’, ha voluto chiarire Bossi davanti a un centinaio di militanti. ’’Ma dobbiamo ascoltare bene la base’’ ha aggiunto, altrimenti ’’il partito va in malora’’ e del resto ’’i risultati elettorali sono quelli che sono’’. Questa volta, però, il Senatur ha trovato anche chi gli ha risposto direttamente, proprio davanti ai militanti: è stato Matteo Salvini, segretario della Lega Lombarda e vice segretario federale di Maroni, che era presente alla festa ed era seduto allo stesso tavolo dell’ex leader. ’’Te lo dico a nome di miglia di militanti - ha detto Salvini - il nemico è fuori, smettiamola di fare polemiche dentro e di martellarci le palle’’. A Bossi, Salvini ha riservato dei ringraziamenti perché quando aveva 17 anni, ha ’’fatto la tessera della Lega perché ho visto in tv lui che parlava di Nord’’. Ma adesso, ha concluso, bisogna guardare avanti e rimanere uniti, ’’il nemico non è Umberto Bossi ma non si chiama nemmeno Roberto Maroni. Il terzo Reich è a Bruxelles e non a Lozza o Gemonio e i militanti non meritano di aprire il giornale alla mattina e leggere delle nostre beghe interne’’. Bossi ha ascoltato l’intervento di Salvini seduto al tavolo fumando il sigaro e non ha replicato l’intervento del vice segretario della Lega, in molti passaggi più applaudito del suo. -

 

lorenzo pontiggia

 





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