RENZO DE FELICE: -Laterza1998-IL FASCISMO ITALIANO-B.R.LOPUCHOV1919-29,17sunto Moskva 1968 Ttrad.it.C. De Michelis
RENZO DE FELICE: -Laterza1998-IL FASCISMO ITALIANO-B.R.LOPUCHOV1919-29,17sunto Moskva 1968 Ttrad.it.C. De Michelis
Nella storia dei popoli e paesi, ci sono periodi in cui le contraddizioni e i conflitti di classe arrivano a conseguenze estreme. Tutte le forze agenti ed attive della società si concentrano sui due poli opposti della lotta...
La storia nel momento della necessità, è pronta ad ogni compromesso e a prendere decisioni non definite.
Uno di tali momenti fu vissuto anche dall'Italia, dopo la prima guerra mondiale. Un potente movimento rivoluzionario minacciava di demolire l'intera struttura dello Stato; dalla dittatura del proletariato. In questo frangente storico si pone la nascita del fascismo, come avanguardia della controrivoluzione. Esso condusse la lotta contro il proletariato fino alla costituzione di uno Stato totalitario, che eliminò del tutto il movimento operaio legale e cancellò le conquiste democratiche di una intera epoca storica. La creazione di tale Stato può ritenersi compiuta solo nel 1929.
Nel 1908, in Italia ci furono due avvenimenti che nessuno dei contemporanei si sarebbe azzardato a mettere in relazione a ciò che avvenne in seguito: l'uscita dal partito socialista del gruppo dei sindacalisti, che divennero corrente del tutto autonoma nel movimento operaio italiano; l'altro fu il fenomeno improvviso del nazionalismo, al tempo della crisi bosnica (annessione austriaca della Bosnia).
In prospettiva storica sono i punti di partenza di una nuova corrente ideologica. Il fatto strano è che il sindacalismo e il nazionalismo apparentemente, si esclusero a vicenda.
In Italia le teorie di Sorel, le quali erano contraddittorie...
Gli Italiani si dividevano in chi pensava di sinistra e chi di destra, e contemporaneamente facevano proprie le teorie di Sorel.
Il sindacalismo fu in Italia, come in altri paesi, una reazione al riformismo del partito socialista...
Quasi a superare l'odio angusto per l'Austria... I nazionalisti bandivano, per bocca del loro teorico Corradini, idee di lotta contro i francesi, i tedeschi, gli inglesi e tutte le altre < ricche potenze >.
Corradini e i suoi seguaci asserivano che il nazionalismo aveva per gli italiani la stessa importanza del socialismo per il proletariato, era l'arma per la liberazione da un peso insopportabile dell'Italia < povera > e < umiliata >.
Le idee nazionalistiche trovarono espressione in letteratura soprattutto attraverso i futuristi.
Il movimento del futurismo italiano, organizzato con lo scopo di < destare, purificare e rinnovare l'Italia >, ebbe inizio nel febbraio del 1909. Nel manifesto, scritto dal leader dei futuristi, Marinetti, che proclamava :< Noi vogliamo cantare l'amore per il pericolo, l'abitudine all'energia e all'audacia. Elementi precipui della nostra poesia saranno il coraggio, l'insolenza, la rivolta. Finora la letteratura ha celebrato la meditazione, l'estasi, il sogno. Noi vogliamo esaltare il moto, l'insonnia febbrile, il passo ginnico, il salto pericoloso, lo schiaffo ed il pugno... Noi vogliamo glorificare la guerra, come unica igiene al mondo >.
In questo schema consisteva il significato preciso dell'imperialismo, come < dottrina universale di tutta la vita >.
Corradini: il sindacalismo è anche una forma di imperialismo, è l'imperialismo della classe operaia che si realizza nel rapporto con la borghesia.
In Italia questo problema acquistava carattere preminente, a causa della rottura fra la classe dirigente liberale e il proletariato.
Durante il periodo bellico, il governo aveva promesso ai contadini la terra ed essi si erano accorti di avere un peso notevole nella vita della nazione, d'interessarsi della politica; questa era la prima parvenza concreta di democrazia in Italia.
Infatti proprio durante una guerra si verifica il passaggio dal liberalismo borghese alla moderna < democrazia di massa > borghese, quando la vita politica del paese esige soprattutto il contatto con le masse.
Il governo liberale, in Italia, entrava in un periodo di crisi acuta.
Espressione di questo era la Lega dei reduci, fondata dal PSI nel 1919. Il cui fine era la preparazione di una rivoluzione socialista e della dittatura del proletariato.
Fra le più forti organizzazioni di reduci, c'era quelle degli Arditi; i reduci di assalti gloriosi...
Tra loro spiccava il capitano Marco Galli, che organizza: un'Unione cittadina degli Arditi...
L'organizzazione degli Arditi si espande, in questo periodo, soprattutto per l'affluirvi di ogni tipo di avventuristi.
Mussolini intraprende tentativi di rinnovare e ripristinare l'azione da loro iniziata durante il periodo bellico...
L'appello di Mussolini agli Arditi fu uno dei primi tentativi di appoggiarsi ai reduci. In seguito, furono iniziate trattative con il Comitato milanese dei feriti e mutilati di guerra.
In questo periodo Mussolini presta grande attenzione ai problemi di politica estera. Per difendere gli interessi italiani nell'arena mondiale, è necessario un governo forte, uno Stato forte. Mussolini non dimentica Nietzsche, però convinto che < lo Stato è il più freddo di tutti i freddi mostri >.
Mussolini supera anche l'antistatalismo sindacalista di Sorel...
Tenta di accattivarsi le simpatie della classe operaia, difendendone gli interessi. Partecipa, con interventi, agli scioperi dei postelegrafonici, del gennaio 1919 (<Popolo d'Italia >, 6 gennaio del 1919); appoggia le esigenze dei ferrovieri nel marzo dello stesso anno... e prende posizione in favore dei lavoratori della Dalmine (BG).
In questo periodo, Mussolini convinse alcune decine di interventisti, futuristi e sindacalisti, a fondersi in una propria organizzazione. Il 23 marzo 1919, a Milano, in un villino di piazza S. Sepolcro, si costitui l'assemblea della nuova organizzazione, chiamata Fascio di combattimento.
L'assemblea fu tenuta sotto il segno della solidarietà ai reduci e delle esigenze della politica estera nazionale.
La prima fase di sviluppo del fascismo fu collegata alla politica del ”revanche”. I fascisti accusavano gli ex alleati dell'Italia e il governo nazionale di tradimento, richiamando i cittadini al patriottismo...
Nell'aprile del 1919, quando fu chiaro il rifiuto decisivo degli alleati di soddisfare le pretese italiane su Fiume, Mussolini appoggiò caldamente la campagna intrapresa da d'Annunzio, per l'annessione con la forza della città...
La fascitizzazione dello Stato italiano, così, avvenne...
Nell'antica Roma si era già verificato qualcosa di simile, e l'ingegno acuto di Cicerone aveva colto in modo preciso la propria epoca, definendo la crisi della democrazia romana con l'aforisma: < É più importante salvare la vita che conservare la libertà >.
Il fascismo, che era sorto come reazione al movimento rivoluzionario, arrivò fino alla negazione delle conquiste di un'intera epoca storica, nata con la Rivoluzione francese...
Esso doveva inquadrare in sé il nuovo momento storico, generato dal fascismo, cioè essere una sintesi organica delle esigenze sociali del periodo del primo dopoguerra e della lotta per la democrazia, secondo la cui linea si andava sviluppando la Resistenza antifascista. L'universalità della formula si rivelava proprio in questa sintesi.
Lorenzo Pontiggia
il Poeta marylory