RENZO DE FELICE: IL FASCISMO - Laterza – 1998. (sesto sunto) IL FASCISMO ITALIANO – GIULIO AQUILA (pseud. D. SAS), Dei Faschismus in Italien, Hamburg 1923.

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

RENZO DE FELICE: IL FASCISMO - Laterza – 1998. (sesto sunto) IL FASCISMO ITALIANO – GIULIO AQUILA (pseud. D. SAS), Dei Faschismus in Italien, Hamburg 1923.

Le interpretazioni dei contemporanei e degli storici. (sesto sunto)

 

IL FASCISMO ITALIANO – GIULIO AQUILA (pseud. D. SAS), Dei Faschismus in Italien, Hamburg 1923.

 

Essenza e significato storico del fascismo.

 

L'intricata situazione politica e più ancora le contraddizioni interne hanno reso sempre più difficile per il ceto operaio riconoscere la vera essenza del fascismo italiano. Non solo all'estero ma anche in Italia, anzi in Italia più che altrove. I lavoratori italiani erano a contatto troppo immediato con la situazione locale per averne una chiara visione. Il ceto operaio degli altri paesi poteva giudicare in base alle notizie che trapelavano all'estero sulle distruzioni di Camere del lavoro e sulla sanguinosa persecuzione degli operai appartenenti alle organizzazioni comuniste e socialiste...

C'era chi sosteneva che il fascismo fosse una guardia terroristica degli agrari e chi era un'avventura disperata di elementi declassati, sottoborghesi e sottoproletari, altri ancora che il fascismo era l'organizzazione della piccola borghesia ecc. E chi il fascismo era addirittura un movimento rivoluzionario! Altri ancora richiamavano l'attenzione sul fatto che la piccola borghesia affluisse in misure sempre più grande alle manifestazioni fasciste, e che le persone più in vista del fascismo erano uscite dal movimento operaio. Cominciando da Mussolini, che negli anni 1913-14 era capo del Partito socialista italiano e direttore dell'< Avanti!>...

Le quali si vantavano d'aver abbassato con la fraseologia del terrore i prezzi e il costo della vita a scapito di piccoli commercianti e rivenduglioli, oltre chiedere la testa di Giolitti dopo aver detronizzato la casa regnante e istituito la repubblica.

Oggi non sono più necessarie lunghe dimostrazioni per provare che il fascismo – storicamente preso - è una avanzata del capitale industriale. La prova di ciò è stata fornita in modo irrefutabile dai primi sei mesi di governo di Mussolini.

 

Ora, per quanto riguarda la particolare situazione economica e politica dell'Italia abbia conferito al fascismo la sua impronta, - il fascismo non è una specialità dell'Italia, ma è della massima attualità sul piano internazionale -.

Esso affonda le sue radici nella situazione generale economica e politica del tempo presente.

 

La quinquennale guerra imperialistica ha sconvolto le fondamenta economiche della società capitalistica in tutto il mondo, che una ricostruzione dell'economia sulla base capitalistica della produzione col “normale” sfruttamento del proletariato non è possibile!

Immediatamente dopo la guerra fu sconvolta anche la potenza politica della borghesia, principalmente nell'Europa centrale, meridionale e orientale, e neppure gli Stati vincitori e neutrali furono risparmiati da questo fenomeno.

 

I leaders socialdemocratici in veste di ministri possono far fallire questi sforzi dei lavoratori soltanto mediante un nuovo e sempre reiterato tradimento degl'interessi della classe operaia.

Per noi comunisti non è una novità. Noi lo abbiamo previsto e predetto: se i leaders socialdemocratici riusciranno a far fallire lo sviluppo della rivoluzione, la borghesia, che nei primi anni dopo la guerra era prostrata e impotente, si riscuoterà dalla sua impotenza e farà di tutto per ricostituire il suo ordinamento economico e il suo incontestato predominio di classe.

 

Gli strumenti di potere “democratici”, non bastano più anche con l'attivo appoggio della socialdemocrazia, a ricacciare indietro il proletariato, che si è relativamente rinforzato, in una situazione di accresciuto sfruttamento. Perciò la borghesia respinge gli strumenti di potere “democratici”, respinge lo Stato legale e democratico. Anzi non soltanto essa lo respinge, ma lo distrugge! Questo è il significato storico del fascismo.

 

In Italia come in tutti gli altri paesi d'Europa e d'America: la borghesia s'infischia dello Stato “legale” e “democratico” e vi sostituisce strumenti extralegali e terroristici, con cui nella lotta politica e armata atterra il proletariato, lo mette in ginocchio per legargli le mani e piedi non più con gli strumenti di potere di uno Stato “democratico”, ma di uno Stato “fascista” e fargli pagare le spese di ricostruzione della propria economia capitalistica e del proprio predominio di classe borghese!

Questo è il significato storico del fascismo, che i lavoratori di tutti i paesi devono riconoscere chiaramente e tempestivamente per poter ovviare al pericolo che li minaccia, prima che sia troppo tardi.

 

Durante la sua evoluzione il fascismo nei vari paesi – in conformità con la loro particolare situazione economica e politica – assumerà in parte forme esteriori diverse, le quali tuttavia, essendo comuni a tutti i paesi i dati di fatto fondamentali di questi rapporti economici e politici, lasciano intatta la validità generale del significato storico del fascismo in tutti i paesi – più o meno – capitalistici.

 

Tutto il mondo del politichese gira per il proprio interesse fintanto che non si usa la Riflente!

 

Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory

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