RENZO DE FELICE: IL FASCISMO - Laterza – 1998. RISOLUZIONE DELL'INTERNAZIONALE COMUNISTA ( quinto sunto)

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

RENZO DE FELICE: IL FASCISMO - Laterza – 1998. RISOLUZIONE DELL'INTERNAZIONALE COMUNISTA ( quinto sunto) 

Le interpretazioni dei contemporanei e degli storici. (quinto sunto elaborato)

 

RISOLUZIONE DELL'INTERNAZIONALE COMUNISTA – In “ Internazionale Presse-Korrespondenz “, 5 luglio 1923

 

Il fascismo è un fenomeno di decadenza caratteristico del nostro tempo, espressione della progressiva dissoluzione dell'economia capitalistica e della corruzione dello Stato borghese.

 

La sua più forte radice risiede nel fatto che la guerra imperialistica e il dissesto dell'economia capitalistica da essa accresciuto e che avevano nutrito speranze nei vari strati della piccola e media borghesia, della piccola proprietà contadina e dell'<intelligenza>.

Deluse le vaghe speranze che alcuni menbri di questi ceti sociali avevano riposto in un profondo miglioramento della società per opera del socialismo riformista.

Il tradimento della rivoluzione da parte dei capi riformisti del partito e delle associazioni operaie, la loro capitolazione di fronte al capitalismo, la loro coalizione con la borghesia allo scopo di ristabilire l'antico dominio di classe e sfruttamento di classe – tutto questo nel segno della

< democrazia > - hanno indotto questa specie di < simpatizzanti > del proletariato a disperare del socialismo e del suo potere di liberare e di rinnovare la società.

La debolezza del volere e la paura della lotta con cui la schiacciante maggioranza del proletariato al di fuori della Russia sovietica tollera questo tradimento e sotto il potere capitalista lavora per rafforzare il proprio sfruttamento e la propria riduzione in schiavitù, ha tolto ai piccoli e medi borghesi in fermento quali gl'<intellettuali>, la fede nella classe lavoratrice quale forza sostenitrice di una radicale modificazione della società.

Ad essi si sono uniti alcuni elementi proletari, i quali, tendenti ad un comportamento attivo lo esigono dagli altri, da sentirsi insoddisfatti della condotta di tutti i partiti politici.

Questo vale specialmente per gli Stati centrali vinti, dove per conseguenza il fascismo acquista un'impronta fortemente antirepubblicana.

Essi, attuano il loro programma non chiaro e pieno di contraddizioni con o senza legalità, per mezzo di una <democrazia> o di un dittatore.

Il fascismo al tempo del fermento rivoluzionario e della sollevazione del proletariato ha in parte simpatizzato con le istanze rivoluzionarie del proletario o quanto meno ha civettato con esse.

Tuttavia di fronte al rinnovato rafforzamento del dominio capitalistico e alla offensiva generale della borghesia esse si sono messe al fianco della borghesia, dove i loro capi sono stati fin dal principio. La borghesia ha assoldato subito il fascismo al servizio della sua lotta per abbattere e rendere perpetuamente schiavo il proletariato.

La borghesia per la sua difesa di potere aggressivo contro la classe lavoratrice, aggiunge a sua difesa particolari truppe per la lotta di classe contro i lavoratori. Tali truppe le vengono fornite dal fascismo, e diventano una pericolosa forza della controrivoluzione. Di ciò esso dà prova là dove vince: in Italia.

S'intende che il fascismo rivela nei vari paesi tratti caratteristici diversi secondo le diverse circostanze storiche. La sua evoluzione più matura esso l'ha avuta finora in Italia.

Qui la passività del partito socialista e dei capi riformisti delle associazioni operaie gli hanno spalancato la porta. L'evoluzione del fascismo in Italia stimola la borghesia degli altri paesi a fare abbattere il proletariato nello stesso modo.

La classe operaia di tutto il mondo è minacciata dal destino dei fratelli italiani.

Dietro ai contrasti accennati c'è il fallimento ideologico del fascismo, che si manifesta anche nella contraddizione tra il programma fascista e il modo in cui esso viene attuato.

Ma alla fine i contrasti si faranno valere anche in seno alla forza armata e manderanno all'aria il fascismo.

 

Da rileggere e meditare usando la Riflente... Lorenzo Pontiggia

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