RENZO DE FELICE: IL FASCISMO - Laterza – 1998.( quarto sunto elaborato-SALVATORELLI

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

RENZO DE FELICE: IL FASCISMO - Laterza – 1998.

Le interpretazioni dei contemporanei e degli storici. ( quarto sunto elaborato)

 

NAZIONALFASCISMO – LUIGI SALVATORELLI – Gobetti, Torino 1923.

 

La rivolta piccolo-borghese.

In tutta la letteratura fascista – apologetica, polemica, critica – viene messa in rilievo la presenza, nel fascismo, dei piccoli borghesi.

Lo Zibordi parla della piccola borghesia accanto alla rivoluzione militare ed alla controrivoluzione dell'alta borghesia... per controbattere coloro che il fascismo lo considerano come reazione capitalistica, < schiavismo agrario >.

Ebbene, delle tre rivoluzioni, dalla cui confluenza, secondo lo Zibordi, sarebbe nato il movimento fascista: - rivoluzione militare, rivoluzione piccolo-borghese, e controrivoluzione capitalistica – quella essenziale è la piccola-borghese che vien chiamata rivolta non rivoluzione, da cui è sbocciato “il Quinto stato”.

In realtà il fascismo arriva ad accettare la monarchia, e andare al potere senza alienare le sue caratteristiche...

 

Il mito di classe dei piccoli borghesi.

Il fascismo, dunque, rappresenta la “lotta di classe” della piccola borghesia, incastrantesi fra capitalismo e proletariato, come il terzo fra i due litiganti.

Parlare di anticapitalismo fascista parrà un assurdo a molti, anche fasciofili, anche fascisti; eppure esso è una realtà...

Si ricordino le dichiarazioni esplicite e frequenti nel campo fascista, contro la plutocrazia, la borghesia, le vecchie classi dirigenti, dichiarazioni della maggior parte di capi fascisti.

A quelle dichiarazioni sono seguiti i fatti; è seguito lo spossessamento politico (sia pure parziale) di quelle vecchie classi dirigenti...

E oggi noi vediamo il sindacalismo fascista mostrare chiaramente la tendenza ad assorbire le organizzazioni padronali, industriali ed agrarie, che è quanto dire tentar di sopprimere l'organizzazione sindacale del capitalismo: sconfessando i teorici e i polemisti del fascismo contrari a sopprimere le classi: capitalistiche e proletarie...

Così si è giunti al punto decisivo nel processo di cristallizzazione del fascismo e all'idea centrale del mito nazionalista da parte dei piccoli borghesi...

 

Le affermazioni di liberismo economico fatte con molta frequenza da Mussolini e dai fascisti, in contrasto con questo paternalismo assolutistico, esse sono prova di una incoscienza politica per cui non viene avvertito come il liberismo non sia e non possa essere che un momento del liberalismo.

Incoscienza politica di cui si trovano tracce anche nel campo < liberale >.

 

“ Demagogia antistorica.”

La piccola borghesia umanistica è stata democratica e socialistoide, finché le è parso di lottare per un proprio ideale; ma quando democrazia e socialismo hanno incominciato a divenire realtà, producendo nuove “élites” di borghesi in seno al proletariato, anziché elevare la piccola borghesia medesima < umanistica > ad un vero ceto sociale, con funzioni e forze proprie, e non ad un agglomerato che vive in margine del processo produttivo essenziale alla civiltà capitalistica;

questa si è ribellata, per invidia e per donchisciottismo.

Il piccolo borghese è passato così al nazionalismo, e s'è proclamato antidemocratico...

 

La vera rivoluzione fascista dovrebbe cominciare ora; perché quella avvenuta non è stata che una rivolta, resa possibile dalla complicità dell'alta borghesia.

 

Un trionfo definitivo del nazionalfascismo non si può concepirlo se non con una rovina della civiltà capitalistica, alla quale noi non crediamo. Ma non si può escludere che il nazionalfascismo compia il tentativo veramente rivoluzionario, dopo avere ottenuto sul proletariato la sua vittoria, superficiale e temporanea.

 

La verità è che esso confonde gli arresti e le deviazioni momentanee e apparenti del processo storico con il processo medesimo; e pone, così, sullo stesso piano la rivoluzione francese e la Santa Alleanza, Metternich e Cavour.

Per questa stessa aristoricità e questo astrattismo, esso non vede come liberalismo, democrazia, socialismo, siano momenti essenziali di quella società e di quella civiltà delle quali pure si erige a difensore e propulsore.

Si tratta, in conclusione d'un fenomeno d'infantilismo; e la sua scomparsa è legata a quello sviluppo italiano che noi tutti – i nazionalfascisti per i primi - auguriamo e speriamo.

 

Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory

 

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