PNIN – Vladimir Nabokov – A.M.
PNIN – Vladimir Nabokov – A.M.
Il passeggero anzianotto, era, per l'appunto, il professor Timofej Pnin.
Magnificamente calvo, abbronzato e ben sbarbato...
Ormai, a cinquantadue anni, il professore era un patito dell'elioterapia.
Era partito in treno dalla stazione di Waindell per Cremona, per poi proseguire fino a una città lontana anch'essa adornata da un musicale nome italiano, per tenere una conferenza...
Durante quell'autunno, oltre ai corsi di russo, egli cominciò a tenere una conferenza settimanale in un cosidetto simposio (“L'Europa senz'ali: Rassegna della cultura continentale contemporanea”) diretto dal dottor Hagen.
Le campane erano musicali nel sole argenteo. Incorniciata dalla finestra panoramica, la piccola cittadina di Waindell - vernice bianca, neri intrecci di rami – si proiettava, come disegnata da un fanciullo, in una prospettiva primitiva e priva di profondità sulle colline di un grigio-ardesia, nel ricamo della brina...
< Faccio le mie riserve > disse Pnin. < in primo luogo, la logica stessa... Poi poggiando
il capo sul braccio, prese a battere il pugno mollemente sul tavolo. < Non ho nulla, non mi rimane nulla, nulla...>
Pnin non usava la Riflente e i suoi insegnamenti mancavano di profondità.
L'università continuava nella sua cigolante fatica a sopravvivere...
Un libro che sinceramente non consiglio...
Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory