francesco musella Mercoledì, 16 Novembre 2011

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

francesco musella Mercoledì, 16 Novembre 2011

La Poesia è un corpo vivo che ha bisogno di spazi...

La mia risposta a Carla, che... vabbè, evito le sviolinate, voleva proprio partire da quel "morentemente" della stupenda poesia inclusa nel suo tripost generoso, affettuosissimo e anche utile. Perchè, e ringrazio Pontiggia per aver chiarito, come meglio non saprei io stesso medesimo (dipietrismo), il mio pensiero, sono convinto, come nel caso di Ungaretti e Montale citati da Lorenzo, che la stupenda poesia è stata costruita attorno a quella parola. Non è la costruzione che ha portato ad essa. Scrivo poesie da circa cinquant'anni e so come funziona il meccanismo, o meccano: ti senti un qualcosa dentro, cerchi la parola che lo esprima, la trovi e costruisci attorno tutto il resto. Oppure hai nella mente una parola o un pensiero apparentemente non collegato a nulla, poi riflettendo scopri che hai bisogno di buttare fuori qualcosa. Ricordo che, attorno ai diciotto anni, ero così depresso che mi chiesi, se adesso è così, cosa sarà in futuro? E allora scrissi.. Se all'alba della vita/sono già bramoso di morte/cosa mai chiederò quando sarà notte? ammetto che quel bramoso nacque perchè allora stavamo studiando Ludovico Ariosto. A questo punto, sempre in riferimento al sapiente post di Lorenzo, la domanda mi sorge spontanea: non è che al poeta lo studio serva non tanto a scriverle le poesie, ma a difenderle dai parrucconi del "Palazzo"? Tuttavia una cosa è certa, se il consumo di poesia è così basso, è perchè quest'arte non può essere trattata come le altre. La Poesia è un corpo vivo che ha bisogno di spazi, di occasioni per mostrarsi, e allora sarà anche più facile, non solo un'opera di educazione alla poesia, ma anche di divulgazione.

 

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