TROPICO DEL CANCRO – Henry Miller

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

TROPICO DEL CANCRO – Henry Miller

 

Abito a villa Borghese. Non un granello di polvere, non una sedia fuori posto. Siamo soli, e siamo morti. Il cancro del tempo ci divora. I nostri eroi si sono uccisi, o s'uccidono... Non c'è scampo. Non cambierà stagione.

 

-Parigi, non ho soldi, né risorse, né speranze. Sono l'uomo più felice del mondo. Pensavo d'essere un artista. Ora non lo penso più, lo sono...-

 

- L'America è l'incarnazione medesima della condanna. Trascinerà il mondo intero giù nel pozzo senza fondo.-

 

- Le creature umane formano una strana fauna, una strana flora. Da lontano paiano trascurabili; da vicino possono sembrare brutte e cattive. Ma soprattutto occorre che abbiano intorno aria, spazio sufficiente, spazio, anche più del tempo.-

 

C'è fame di tutto: dal sesso malato, alla droga, all'alcool, ai soldi, alla salute, al pane, al futuro incerto. Nel sottobosco delle metropoli, c'è di tutto e manca tutto, vita tribolata, creature diaboliche che si vendono nell'abbrutimento totale da far schifo. La loro morale stare a galla fin che si può...

Un libro dove domina uno squallore senza speranza è consigliabile a chi comanda il “Paese” che brucia risorse senza riserva per il loro dominio...

 

Pontiggia Lorenzo

il Poeta marylory

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