RENZO DE FELICE:IL FASCISMO-Laterza.1998.MATYAS RAKOSI IL FASCISMO ITALIANO (ottavo sunto)

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

RENZO DE FELICE:IL FASCISMO-Laterza.1998.MATYAS RAKOSI IL FASCISMO ITALIANO

Italianskij fascism, Priboj, Leningrad 1925 (trad. it. Cesare de Michelis)

Le interpretazioni dei contemporanei e degli storici. (ottavo sunto).

 

L'origine del fascismo.

 

Il fascismo.

Dopo la grande guerra, la situazione delle classi medie subì un peggioramento in tutti gli Stati, a causa dei caroviveri e della svalutazione monetaria. Esse si ritrovarono così affiancate alle schiere del proletariato, e subirono lo stesso sfruttamento capitalistico cui eran sottoposti gli operai. Essi cominciarono a vedere nel capitalismo lo sfruttatore, e in molte questioni si avvicinarono assai al proletariato. Tuttavia conservarono in parte la loro vecchia ideologia, rimanendo nazionalisti.

Centinaia di migliaia di operai, che erano entrati nei sindacati e nel partito socialista con grandi speranze, vennero presto delusi dalla tattica riformistica dei socialdemocratici. Cominciarono allora ad abbandonare le organizzazioni operaie.

Il fascismo è il movimento che ha unificato in sé queste due tendenze sociali del dopoguerra. Offrì alle masse scontente una fraseologia anticapitalistica, ma volta contemporaneamente contro la lotta di classe operaia, le unì con una ideologia di estremismo nazionalistico e, alla fine le raccolse in una organizzazione.

 

L'origine del fascismo.

Ambienti sempre più vasti della borghesia si dichiarono a favore della guerra contro le potenze centrali. Questo stato d'animo coinvolse anche il partito socialista, e Mussolini, che era allora redattore dell'organo centrale del partito, l'< Avanti! >, si schierò improvvisamente contro la neutralità, per la guerra all'Austria. Mussolini era stato uno dei dirigenti di quella corrente che nel 1912 aveva strappato la direzione del Partito socialista italiano ai vecchi e inerti riformisti per introdurre uno spirito nuovo, più rivoluzionario per attirare forze giovani e fresche...

Mussolini incomincia a predicare sul giornale nazionalista di Cesare Battisti, l'odio contro gli austriaci, quali oppressori crudeli della minoranza italiana di Trento.

Fu richiesto il suo allontanamento dalla redazione del giornale, e la sua espulsione dal partito.

Il 15 ottobre 1914 lasciò la redazione dell'<Avanti!>, e fondò con i soldi del governo francese il quotidiano < Il Popolo d'Italia >, il cui primo numero usci il 15 novembre con lo slogan: < Guerra!>

Da quel momento divenne fervente sostenitore della guerra e insisté sulla < liberazione di Trieste e Trento dal giogo austriaco >. Nel dicembre 1914 fondò, insieme ad un piccolo gruppo di intellettuali di estrazione piccolo borghese e operai nazionalisti, il primo Fascio interventista a favore dell'entrata in guerra. Alla fine del febbraio 1915 c'erano già, in Italia, 105 gruppi del genere, col nome di < Movimento fascista >.

Siccome l'Intesa sosteneva questa campagna, e tutti i capitalisti italiani speravano di trarre profitto dalla guerra si diedero da fare... Chi protestava contro la guerra erano gli operai, l'azione dei Fasci s'indirizzò prevalentemente contro il proletariato.

Mussolini avanzò lo slogan: < Guerra o repubblica! >. Sotto pressione il governo fu costretto a dimettersi. Giolitti, creatura dei dell'industria tessile e dei germanofoli, si allontanò, e il 23 maggio venne dichiarata la guerra all'Austria-Ungheria.

Durante la guerra il compito dei fascisti fu di sostenere lo spirito bellico, ma siccome le vittorie promesse non venivano... il loro compito si fece sempre più pesante. Le organizzazioni fasciste si sciolsero e continuarono ad esistere solo nominalmente.

 

La riorganizzazione del fascismo e il suo nuovo programma.

Quando Mussolini si accinse alla riorganizzazione dei Fasci, all'inizio del 1919, aveva ben pochi adepti.. I Fasci ebbero un nuovo battesimo, e si chiamarono Fasci di combattimento.

 

La borghesia cerca la salvezza nel fascismo.

Per alcune settimane i capitalisti assistettero tremanti all'occupazione delle loro fabbriche da parte degli operai, e leggevano con la fronte imperlata di sudori freddi, i discorsi che invitavano il proletariato italiano a seguire l'esempio degli operai russi.

Non appena gli operai abbandonarono le fabbriche, i capitalisti si rivolsero all'organizzazione dei fascisti, attestando l'utilità del fascismo per la lotta contro i socialisti e il movimento operaio.

La borghesia cominciò a sostenere sistematicamente le organizzazioni fasciste.

Dopo i loro primi successi, i fascisti cominciarono ad agire più sistematicamente. I gruppi armati vennero unificati in < squadre >, sotto il comando di ex ufficiali.

Al primo congresso nazionale di Firenze, nell'ottobre 1919, erano rappresentate 56 organizzazioni, con 17.000 membri. Nell'ottobre del 20, al congresso di Milano, si presentarono i rappresentanti di 190 organizzazioni, e nel dicembre dello stesso anno i fascisti avevano 800 organizzazioni (secondo le loro fonti), e un numero di Membri superiore ai 100.000. Nel maggio 1921 il loro numero aveva già superato i 150.000, e mussolini disse perfino che rasentava i tre-quattrocentomila.

Il lavoro dei fascisti venne facilitato molto dalle divisioni interne alla classe operaia.

I socialisti andavano perdendo la loro influenza sulle masse non organizzate, e alle elezioni del 15 maggio1921 il partito socialista perse 20 seggi. Ancora più sintomatico fu che i fascisti ebbero 35 deputati, mentre nel 1919 non avevano ottenuto nessun seggio.

 

Dopo le elezioni del 1924.

 

La parte più lungimirante del proletariato vede che il fascismo non crollerà per sua impotenza propria, ma che deve essere battuto dal proletariato nella lotta rivoluzionaria. E in forza di questo, il proletariato ha voltato le spalle ai riformisti, i quali hanno subìto alle elezioni una parziale sconfitta, e ha dato il suo voto ai comunisti.

Ma proprio in ciò si manifesta, più chiaramente che altrove la precarietà del fascismo. Esso venne suscitato per la difesa del perpetuo dominio della borghesia contro la rivoluzione proletaria e il partito comunista che ne è l'ispiratore.

Il bilancio di quest'ultimo anno e mezzo in Italia è chiaro: calo del fascismo, crescita del comunismo. La classe operaia rivoluzionaria ha di fronte a sé ancora molte lotte, anche pesanti sconfitte: ma il periodo peggiore è già passato, e la curva d'incremento sta decisamente sollevandosi.

 

Mi auguro che rileggendo queste pagine in Riflente si possa capire che sono lo specchio della realta attuale...

Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory

 

Pubblicità

Con tag Politica

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post