RENZO DE FELICE-IL FASCISMO-FRANCESCO SAVERIO NITTI-BOLSCEVISMO; FASCISMO E DEMOCRAZIA, New York 1927

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

RENZO DE FELICE-IL FASCISMO-FRANCESCO SAVERIO NITTI-14 sunto-BOLSCEVISMO; FASCISMO E DEMOCRAZIA, New York 1927

in Scritti politici,II, a cura di G.De Rosa, Laterza, Bari 1961

 

- La reazione in Europa e la febbre mediterranea delle dittature.

 

In tutti i paesi dove il, nazionalismo esiste tende a dare alle monarchie democratiche un carattere autoritario e a rovesciare il regime repubblicano a beneficio di una monarchia plebiscitaria e militare.

La guerra ha determinato la crisi delle monarchie. Quelle superstiti in gran parte hanno accettato coraggiosamente, come nella Gran Bretagna, in Belgio, in Olanda, nei paesi Scandinavi situazione che si è prodotta. In parte si sono spinte verso la reazione, come in Spagna, commettendo l'errore più grave per la loro esistenza.

I Dominions inglesi, di tanto più estesi dell'Europa, hanno forme repubblicane e sono in gran parte vere democrazie del lavoro.

Quando scoppiò la guerra europea del 1914, tre imperi continentali occupavano la più gran parte di Europa: la Russia, la Germania e l'Austria-Ungheria.

In tutti i paesi vinti la forma monarchica è scomparsa e ha resistito solo in Bulgaria, dove però la situazione interna è divenuta estremamente difficile.

Dove esiste una borghesia colta e intelligente, i bruschi movimenti di reazione non sono possibili. La Francia è assolutamente repubblicana. La Germania ha bensì partiti di reazione: ma nessun ritorno alla monarchia è possibile. La costituzione di Weimar, ch'è la costituzione più democratica dell'Europa moderna, si può considerare stabilmente solida: essa ha avuto anche il merito di iniziare a sviluppare la coscienza nazionale.

In Russia nessuno pensa ad un ritorno al regime zarista, che è stato uno dei più iniqui e brutali mezzi di dominazione che la storia ricordi.

In Europa s'è diffusa invece una “febbre mediterranea” delle dittature. Sotto forme diverse e per ragioni diverse si sono stabilite in tutti i paesi del Mediterraneo: Italia, Spagna, Turchia, Grecia.

Ognuno di questi paesi ha abolito di fatto le antiche costituzioni e ha una speciale forma di dittatura.

Il tentativo della Turchia merita considerazione. Dopo tre guerre disgraziate, ritornando in Asia e liberatosi di tutti gli intrighi europei di Costantinopoli, ha ritrovato tutto il suo antico vigore.

La Russia dei soviet, abbandonando Pietrogrado/Leningrado, ritrova a Mosca tutte le forze della tradizione slava.

I movimenti della Grecia si leccano le ferite dopo le disfatte in Asia Minore.

La dittatura militare in Spagna è un fatto transitorio e di mediocre importanza. I partiti in contesa non riuscivano a fare governo solido e durevole: il sovrano, d'accordo con alcuni capi militari, ha abolito o sospeso praticamente la costituzione, senza resistenza da parte del popolo.

Non vi sono che due fenomeni importanti, in Europa, come negazione della libertà: il bolscevismo in Russia e il fascismo in Italia.

La caratteristica dei due movimenti non è solo l'origine comune in uomini del socialismo rivoluzionario, ma l'avversione comune per le pratiche della libertà e per la democrazia...

Ma quali che siano i torti che si possano attribuire al governo dei soviet, esso resta un grande fatto storico mondiale. La reazione italiana, al contrario, rimane solo un fatto di cronaca, perché non sorretta da alcun ideale neanche falso e perché si basa sulla forza e sulla pratica della violenza.

Bolscevismo e fascismo hanno avuto nelle classi operaie e sui ceti reazionari una grande forza di attrazione.

La conoscenza della realtà ha diminuito dovunque queste simpatie. L'illusione sull'opera del comunismo, sono quasi generalmente scomparse. Anche i partiti comunisti tendono a distaccarsi da Mosca.

Per contrasto i ceti reazionari hanno dimostrato un poco dovunque simpatia e benevolenza per il fascismo. Se una minoranza armata può impadronirsi dello Stato, modificare la costituzione, sopprimere il socialismo, soffocare i movimenti operai, il fascismo costituisce il mezzo più semplice e meno costoso d'imporre l'ordine con l'aggressione, l'olio di ricino, le bande armate.

Molti reazionari anche in Inghilterra, in Francia e in Germania desiderano un Mussolini...

 

La nuova forma di reazione: il fascismo.

 

Desidero parlarne come di un fatto politico, come di una concezione che vuole rappresentare la negazione della libertà e della democrazia.

Repetita Juvant: il fascismo nasce in Italia per opera dei socialisti rivoluzionari che dopo aver avversato la guerra, si sono convertiti alla guerra, come un movimento estremamente radicale e anche socialista. Mussolini, in principio aveva sostenuto le tesi più estreme. All'inizio della guerra stava a guardare. Poi si era convertito alla causa della guerra da buon opportunista. (< Questo spiega perché i vincitori del conflitto lo trattarono come il “due di picche”>).

Prese parte alla settimana rossa del 1914, cioè a un movimento di rivolta proletaria, con carattere comunista.

Il fascismo si presentò al pubblico marzo 1919, sostenendo tutte le cose che ora nega. Invece delle formule di antidemocrazia e di gerarchia che ora proclama, il fascismo aveva capisaldi estremamente radicali: costituente nazionale, intesa come sezione italiana di un movimento rivoluzionario europeo, abolizione della monarchia e proclamazione della sovranità popolare; abolizione del senato e di ogni forma artificiosa e arbitraria di privilegio; abolizione della polizia politica; abolizione di tutti i titoli di casta, di tutti i titoli nobiliari e cavallereschi; libertà di coscienza e di religione nella forma più larga; scioglimento delle società anonime; soppressione di ogni specie di speculazione delle banche e delle borse; censimento della ricchezza e falcidia delle grandi fortune; la terra affidata ai contadini associati; eliminazione della diplomazia segreta e confederazione degli Stati europei ecc.

 

(< Era una forma di un furbo per riunire facilmente i giovani più entusiasti e gli scontenti della guerra.>)

Il fascismo, fu in origine un movimento rivoluzionario e Mussolini rimproverò sempre ai socialisti di non averlo seguito e di aver fatto passare il momento favorevole dell'azione rivoluzionaria.

Se i socialisti lo rinnegavano per averli abbandonati, egli li villipendiava per la loro incoerenza.

 

Le sue origini comuniste <(secondo me la sua natura dittatoriale)> gli spiravano l'avversione per le istituzioni liberali e democratiche; il suo temperamento rivoluzionario lo portava all'apologia della violenza. Nello stesso tempo, aver aderito alla guerra gli dava un esaltato orgoglio nazionale.

Così il fascismo, nonostante le sue origini, diventava anche per ragioni di ordine interno, una guardia bianca degli industriali e, soprattutto degli agrari contro il movimento socialista.

 

Qualche settimana prima della marcia su Roma, tenne un discorso a Udine, e si dichiarava tendenzialmente repubblicano. Ma, diventato improvvisamente primo ministro del re, le intenzioni si trasformarono: proclamando subito il più grande disprezzo della libertà, che definiva un cadavere putrefatto, e adottava un programma in perfetta antitesi con le sue origini.

Presentandosi al parlamento, Mussolini capo del governo, dichiarava subito che dell'aula sorda e grigia della Camera dei deputati avrebbe potuto fare un bivacco per i suoi manipoli fascisti e che avrebbe occupato la Camera due mesi o due anni secondo il contegno che essa avrebbe serbato.

Nella Camera non una sola voce sorse a protestare e ciò fu spettacolo più triste e umiliante.

Parlando un linguaggio così sprezzante, Mussolini non solo proclamava la dittatura, e aboliva di fatto le istituzioni parlamentari e ogni pubblica libertà, ma sopprimeva anche la costituzione.

Di fatti, la libertà è stata mam mano soppressa quasi completamente.-

 

< Peccato che, pur comprendendo appieno la negatività di Mussolini, né Nitti, né gli altri lo ostacolarono, non desiderando neanche loro di mettere in pratica i principi del socialismo e del comunismo a vantaggio di tutti!>

Lorenzo Pontiggia il poeta marylory

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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