PEPPINA JIMENEZ – J. VALERA
PEPPINA JIMENEZ – J VALERA
- Caro zio e venerato maestro: ...
- … le sponde dei ruscelli sono smaltate di erbe odorose e di fiori nel mormorio
d'un' acqua cristallina... -
- Per adularmi e adulare anche mio padre, uomini e donne cantano a tutto spiano che sono un bel giovane ed è un peccato che mi faccia prete...-
- Domani mangerò in casa della famosa Peppina Jménez, ventenne, ricca, ma vedova, dicono una vera bellezza. Nessuno ignora da queste parti che mio padre, vedovo, aspira alla mano di costei.
Peppina, inoltre è molto affabile con mio padre, così da dargli seriamente almeno a prima vista, la speranza che alla fine accetti la sua proposta di matrimonio...
C'è in lei una calma, una tranquillità esteriore che può aver origine da freddezza di spirito e di cuore; dall'essere molto cauta e calcolatrice...
Non si può mettere in dubbio che Peppina sia una donna dotata di discrezione... Nessuna domanda impertinente sulla mia vocazione e sugli ordini che fra poco dovrò ricevere...
Quando ritornammo a casa, mio padre mi parlò del suo progetto... e definiva quella donna la sua salvezza...
Partendo da questa speranza, mi ha poi parlato d'interessi; dichiarandomi che era molto ricco e che mi avrebbe avvantaggiato nel suo testamento...-
- Dice mio padre... è la donna che si dichiara all'uomo con qualche sguardo fugace: sguardo che poi nega più tardi alla propria coscienza, se è necessario...
Quello che comincia a sorprendermi è la trascuranza, meglio ancora, la piena sicurezza di mio padre. -
- Non lo ha detto forse San Bonaventura? < Non dobbiamo meravigliarci se questi uomini hanno peccato, dobbiamo meravigliarci se non hanno peccato.> -
- < É proprio vero che le donne sono peggiori del Demonio, ma come vivificano e migliorino l'intelligenza nell'essere vicini a uomini eminenti ed illustri, la lettura di buoni libri, la fortuna di vivere in fiorenti e grandi città dove i monumenti e le bellezze sono molto visibili e sensibili... > disse il vicario... -
Buona e veloce lettura...
Lorenzo Pontiggia
il Poetamarylory
- Caro zio e venerato maestro: ...
- … le sponde dei ruscelli sono smaltate di erbe odorose e di fiori nel mormorio
d'un' acqua cristallina... -
- Per adularmi e adulare anche mio padre, uomini e donne cantano a tutto spiano che sono un bel giovane ed è un peccato che mi faccia prete...-
- Domani mangerò in casa della famosa Peppina Jménez, ventenne, ricca, ma vedova, dicono una vera bellezza. Nessuno ignora da queste parti che mio padre, vedovo, aspira alla mano di costei.
Peppina, inoltre è molto affabile con mio padre, così da dargli seriamente almeno a prima vista, la speranza che alla fine accetti la sua proposta di matrimonio...
C'è in lei una calma, una tranquillità esteriore che può aver origine da freddezza di spirito e di cuore; dall'essere molto cauta e calcolatrice...
Non si può mettere in dubbio che Peppina sia una donna dotata di discrezione... Nessuna domanda impertinente sulla mia vocazione e sugli ordini che fra poco dovrò ricevere...
Quando ritornammo a casa, mio padre mi parlò del suo progetto... e definiva quella donna la sua salvezza...
Partendo da questa speranza, mi ha poi parlato d'interessi; dichiarandomi che era molto ricco e che mi avrebbe avvantaggiato nel suo testamento...-
- Dice mio padre... è la donna che si dichiara all'uomo con qualche sguardo fugace: sguardo che poi nega più tardi alla propria coscienza, se è necessario...
Quello che comincia a sorprendermi è la trascuranza, meglio ancora, la piena sicurezza di mio padre. -
- Non lo ha detto forse San Bonaventura? < Non dobbiamo meravigliarci se questi uomini hanno peccato, dobbiamo meravigliarci se non hanno peccato.> -
- < É proprio vero che le donne sono peggiori del Demonio, ma come vivificano e migliorino l'intelligenza nell'essere vicini a uomini eminenti ed illustri, la lettura di buoni libri, la fortuna di vivere in fiorenti e grandi città dove i monumenti e le bellezze sono molto visibili e sensibili... > disse il vicario... -
Buona e veloce lettura...
Lorenzo Pontiggia
il Poetamarylory
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