L'isola del giorno prima - Umberto Eco

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

L'isola del giorno prima - Umberto Eco

 

-... ci sono istanti che un morente diventi un Ercole che strozza i serpenti nella culla. Roberto è confuso nel registrare l'evento... Ha bevuto quanto poteva, crollando poi satollo, quell'acqua doveva trattenere tanti dei quegli insetti annegati da fornirgli cibo e bevanda insieme. Agitato, sognò il suo nubifragio, e lo sognò da uomo d'ingegno... profondo le considerazioni, elevato le enfasi, dissimulato le allusioni, e le trasmutazioni sottile. Vede o sogna di aver visto, cicladi d'ombre, vede sorger Piramidi cadute... fascini di meteore impazzite, luci remotissime e rovesci di tenebre, Alpi spumose entro lubrici solchi che le schiume trasformate in messi, e Cerere fiorita tra zaffiri riflessi... e la tellurica figlia Proserpina avesse preso il comando esiliando la frugifera madre. -

 

-< Gli spagnoli sono dei signori, figlio mio> disse Pozzo < Per fortuna non siamo più ai tempi di Carlomagno... Queste son guerre tra cristiani, perdio!> . < Vedi, i francesi è gente senza riconoscenza. Non per dire, ma son meglio gli spagnoli.>.-

 

- Casale pareva davvero imprendibile, tutta irsuta com'era di bastioni a dente di sega, che pareva uno di quei draghi che si vedano sui libri.-

 

- < Mio giovane signor Roberto non fate quella faccia sdegnata e imparate, teorema primo, che un bravo comandante vince le battaglie usando bene le spie e, teorema secondo, che una spia, poiché è un traditore, non ci mette nulla a tradire chi la paga affinché tradisca i suoi.>

Roberto ringraziò e poi scendendo di sella porse la mano al padre, Pozzo gliela strinse distrattamente dicendo: < Mi spiace per quel signore spagnolo, che era tanto una brava persona. Mah, la guerra è una gran brutta bestia... Roberto, concludeva: per evitare le guerre non bisognerebbe mai fare trattati di pace.-

 

-< I pagani erano più saggi di noi. Avevano anche loro tre dèi, ma almeno la loro madre Cibele non pretendeva di averli partoriti restando vergine.> <Signore,> aveva protestato Roberto, mentre gli altri ridevano. < Signore, > aveva risposto Saint-Savin, < la prima qualità di un onest'uomo è il disprezzo della religione, che ci vuole timorosi della cosa più naturale del mondo, che è la morte...> < Amici come potete chiamare soccorrevole una divinità che vuole la nostra infelicità eterna?> < Se l'idea di Dio non è nota in stato di natura, deve dunque trattarsi di una invenzione umana...>-

 

- < Il romanzo,> gli spiegò Saint-Savin, < deve sempre aver per fondamento un equivoco, di persona, azione o luogo o tempo o circostanza, e da questi equivoci fondamentali debbono nascere equivoci episodici, avviluppamenti, peripezie, e finalmente inaspettate e piacevoli agnizioni...> < L'amore prospera nell'attesa. L'attesa va camminando per gli spaziosi campi del Tempo verso l'Occasione.> < È virtù sovra la virtù dissimulare la virtù.> < Infine, la perfezione dell'amore non è d'essere amato, ma d'essere amante. >-

 

-Padre Caspar, disse:< Galilei quando s'impicciò di metafisica e di sacre scritture, la Chiesa ...> Roberto fece notare la contraddizione... Padre Caspar, che accoglieva tutti i metodi esistenti, rispose: alla maggior gloria di Dio possono concorrere anche le idee di un eretico, se eretiche in sé non sono. Valse poco che Roberto ricordasse che, se domenica era, non si doveva lavorare nel giorno del Signore. Padre Caspar aveva risposto che quello non era lavoro...-

 

- Roberto sapeva che la gelosia si forma senza alcun rispetto per quel che è... da un male immaginato trae un dolore reale = ipocondria... < Oh Amore, Amore, Amore, non mi hai tu già punito abbastanza, non è questo un morir senza morire?>.-

 

- Roberto filosofo non era, bensì amante infelice appena riemerso da un viaggio, non ancor coronato da successo, verso un'Isola che gli sfuggiva tra le algide brume del giorno prima.-

 

TENIAMO PRESENTE CHE LA VITA E LA MORTE NON È SCINDIBILE...

LA MORTE NON ESISTE; TUTTO É CONTINUITÀ NEL CICLO DEL GIORNO...

 

Chi fa uso della Riflente nel Sociale perpetua l'Immanenza Utopica, d'arrivare a scoprire il nuovo dal vecchio, realizzando “sane chimere” nel ridar vigore a tutta l'Umanità in un continuo evolversi di ciò che c'è nel TUTTO!


Il Romanzo è leggibile, interessante se ci si sofferma nei valori che prospetta...

Pontiggia Lorenzo il Poeta marylory

 

 

 

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