Il segreto.....il mistero.......la poesia.

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

 

 

La Poesia più misteriosa al contempo più semplice è ”M'illumino d'Immenso” di Giuseppe Ungaretti.

Il Poeta nella sua semplicità richiamava anche la poesia pastorale, ma con “ m'illumino d'immenso” iniziò la stagione dell'ermetismo.

Ungaretti vergò queste due parole,di significato apparentemente chiuso, durante la prima guerra mondiale 15/18, sul Fronte, in una notte di tregenda, quando il tempo sembrava fermo.

Allo spuntar di una radiosa alba, il suo essere fu trapassato da una folgorazione vitale e da Poeta, senti l'urgenza di fissare l'emozione, ma non avendo carta vergò, nella massima sintesi, questi versi su un bossolo, che intitolò Mattino.



Lorenzo Pontiggia



Il segreto.....il mistero.......la poesia.

Che ne sarà di questi miei giorni, immerso nel mistero di sovrannaturali versi, alla ricerca vana di impossibile vero ?..
Rino de Rienzo 2 maggio 2012

"I poeti che mi attrassero subito sono due: un poeta italiano che è Leopardi e un poeta francese che è Mallarmé.....è curioso, io ho conosciuto Mallarmè ancora ragazzo, ancora scolaro....e mi battevo con i miei compagni perché i miei compagni consideravano che era un poeta oscuro, come lo è difatti e....non lo capivo neanche io ma c'era qualche cosa in Mallarmé che mi attraeva, sentivo....sentivo che in quella poesia....in quella poesia intensa c'era un segreto e la poesia è poesia quando porta in sé un segreto....."

Sono queste le parole di Giuseppe Ungaretti. Spesso vado a rivisitare questo grande poeta, le sue interviste.....ci si incanta di fronte a quel suo volto dolcemente grifagno, l'occhio cèrulo, il tono di voce rabbiosamente ispirato......Ero giovanissimo quando lessi Ungaretti per la prima volta e così come a Lui accadde con il grande poeta francese Mallarmé, fui subito colpito da quel qualcosa di segreto, di riposto, di ineffabile che contenevano quei suo versi ispirati da chissà quale divinità celeste....poi mi soffermai su quella poesia che io, personalmemnte, considero il suo capolavoro : "Canzone" ! "Eccolo - mi dissi - eccolo il mistero, il segreto riposto nell'imo dell'anima del poeta, l' "aereo niente" di cui Benedetto Croce scrive nel suo immenso saggio "La Poesia" ! !" Ed è così ! Qualche settimana fa un'ex amica pretendeva di compiere una analisi dettagliata di alcuni versi ritenendo che ivi si potesse creare una specie di tavolo anatomico dove sezionare e studiare, pezzo per pezzo, il verso poetico. Non aveva, la poverina, la facoltà innata di percepire la "musica" contenuta in una poesia, il ritmo arcano, l'immagine fantastica, quel "qualcosa d'altro" che rende il verso pregno del mistero di un'anima......

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