IL GIORNO DELLA CIVETTA Leonardo Sciascia (CS)

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

IL GIORNO DELLA CIVETTA Leonardo Sciascia (CS)

 

Un libro scorrevolissimo e attuale che coinvolge oggi, tutto il sistema Politico Italiano e la Magistratura...

 

- < “Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo”. “Anche lei” disse il capitano con una certa emozione >.-

 

- < Sapete che cosa c'era stasera su un giornale romano?... Non lo sapete, beato voi: ché a me  è toccato sentirlo dall'interessato che, vi assicuro era incazzato da fare spavento... C'era la fotografia ingrandita a mezza pagina da sgomentarmi... Lo so benissimo anch'io che noi non abbiamo colpa se sua eccellenza ha avuto l'ingenuità, diciamo così, di farsi fotografare insieme a don Mariano...>-

 

- Il primo avviso di garanzia al senatore Giulio Andreotti arrivò il 27 marzo del 1993, a trentadue anni dal Giorno della civetta.-

 

- Uomini perbene come Carlo Muscetta, il sociologo Pino Arlacchi, Leoluca Orlando, dissero che Sciascia era complice della mafia, <oggettivamente mafioso, che era diventato un   < quaquaraquà >, un < apologeta dei mafiosi >. Persino un “grande” giornalista, Giorgio Bocca, ancora nel 1991 – Sciascia era morto il 21 novembre 1989, a 68 anni- nel libro “IL PROVINCIALE” scrive che Sciascia < non era mafioso, ma pensava mafioso... >
 E Bocca conclude: < Solo la mafia conosce se stessa>.-

 

Si può dire anche di Saviano? E i giudizi dei personaggi sopra citati, non sono commenti di diffamazione a Sciascia e quindi linguaggio mafioso?


Lorenzo Pontiggia PoeFiloPoli

 

Risposta:

 

- Voglio limitarmi allora a spiegare solo del "chiarcaru" una parola dura, ostile e che prefigura la morte. E che somiglia a un luogo pieno di buchi pietrosi e neri, invisibili dove possono radunarsi solo uccellaci neri e ciechi.
La morte che qui( in Sicilia, ovviamente come "metafora, -locus sceleris - )è quella di Dio che ha gettato la spugna e che è definitivamente morto nel cuore degli uomini, perennemente in lotta, l'uno contro l'altro, sempre affamati di potere e di sentenze verso chi non capiscono o forse perché la loro coscienza di rinunciatari impedisce loro capire...                        Alla manifestazione che portò a Racalmuto nel luglio 1991 ( due anni dopo la morte di Sciascia) le migliori personalità delle arti e della cultura italiane, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino affermarono che "professionisti a parte" Leonardo Sciascia era stato loro maestro.
Ecco: Sciascia, Falcone e Borsellino vedevano. E deducevano.-
Noi vediamo ma ancora non deduciamo, eppure quelle cose, quelle persone che vediamo non sono un fotomontaggio, ma autentiche fotografie del chiarcaru.
Grazie...  Filippo Grillo

 

Rispondo                                           

 L'Uomo in nascita ha il Sesto senso o Riflente  (riflessione-mente), la Natura è movimento di Vita perenne, coabitazione delle speci che in fratellanza armoniosamente si evolvono e si spandono nel grembo di Madre Gaia.                                       “Caino” (metafora), morte del fratello, diviene il primo dio, crea la casta, mafia, tutto per il potere, e l'uomo è schiavo di se stesso!
Lorenzo Pontiggia

 

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