Il gatto e la volpe

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

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Tra: Te
Lorenzo Pontiggia 24 gennaio alle ore 15.06   
5 parte
Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a seicento milioni di lire (quattro miliardi e ottocento milioni di oggi.( Fonte Istat).
Il 22 luglio 1975 – un anno dopo - la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando a due Miliardi...
Questo è l'esempio di alcune delle tante e fortissime ricapitalizzazioni delle sue società, signor Berlusconi, vogliamo sapere da dove e da chi le sono pervenuti tali ingentissimi capitali in contanti.
Se lei non lo spiega, signor Berlusconi, si è autorizzati a ritenere che sia denaro di dubbia origine, denaro dall'orribile odore.

Il 2 febbraio 1973, lei, signor Berlusconi, fondò un'altra società: la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa, con un aumento di capitale a cinquecento milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno due miliardi, e lei farà in modo da emettere anche un prestito obbligazionario per altri due miliardi.
Trasformando in tre anni una sua società forte di un capitale di 20 milioni, l'Italcantieri Srl. In un colosso moltiplicando per cento il suo patrimonio. Come fu possibile signor Berlusconi? Risponda.

Il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord Sas, cedette alla neocostituita Milano 2 Spa tutto il costruito più alcune aree ancora da edificare. Lo stesso giorno l'impresa Milano 2 Spa fu realtà.
Excursus storico: fu fondata a Roma, il 16 settembre del 74, al nome Immobiliare San Martino Spa,
capitale un milione di lire, amministrata da Marcello Dell'Utri. Il 15 settembre 1977, quel milione di lire salirà a cinquecento, il 19 luglio 1978 a due miliardi. Tutto questo denaro da dove arrivò? Lo spieghi!
Lorenzo Pontiggia 24 gennaio alle ore 15.06   
6 parte
Signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, lei sa bene che nacque in due tappe. Il 21 marzo 1975 a Roma lei diede vita alla Fininvest Srl, venti milioni di capitale, che l'11 novembre diventeranno 2 miliardi con il contestuale trasferimento della sede a Milano.
L'8 giugno 1978, ancora a Roma, lei fondò la Finanziaria di Investimento Srl, soliti venti milioni, amministrata da Umberto Previti, padre del noto Cesare. Il 30 giugno 1978, quei venti milioni diventeranno cinquanta, e il 7 dicembre diciotto miliardi (ottantuno miliardi di oggi).
Il 26 gennaio 1979 le due Fininvest si fonderanno. Questa gigantesca massa di capitali da dove arrivò, signor Berlusconi?

Signor Berlusconi, lei almeno una volta sostenne che le 22 Holding alla testa del suo impero societario vennero costituite da Umberto Previti per pagare meno tasse allo Stato.
Nessuno dubiterà mai più di queste sue affermazioni, quando lei spiegherà per quale ragione affidò consistenti quote delle suddette ventidue Holding alla società Par. Ma. Fid. Di Milano, la medesima società fiduciaria che nel medesimo periodo gestì il patrimonio di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa nostra e grande riciclatore di soldi sporchi per conto di Alfredo e Giuseppe Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Carmelo Gaeta e altri boss della mafia siciliana operanti a Milano.
Perché la Par.Ma.Fid.? Lo spieghi.
Lorenzo Pontiggia 24 gennaio alle ore 15.07   
7 parte
Signor Berlusconi, il nome dell'Immobiliare Romana Paltano... Ricorderà che nel 1974 la suddetta società, dodici milioni di capitale, fini sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell'Utri.
Fu proprio sui terreni posseduti da questa immobiliare che lei edificherà Milano 3. Ricorderà che nel 76 quel piccolo capitale di 12 milioni salirà a cinquecento e il 12 maggio 1977 a un miliardo.
Inoltre lei modificherà anche il nome a questa impresa, che diventerà la notissima Cantieri Riuniti Milanesi Spa. Spieghi chi le forni questa iniezione di soldi?

Signor Berlusconi, il 4 maggio 1977 a Roma fondò l'Immobiliare Idra col capitale di un milione.
Società che possiede beni immobiliari pregiatissimi in Sardegna, l'anno successivo – 1978 – aumentò il proprio capitale a novecento milioni di lire in contanti...
Lei da chi ebbe le stratosferiche somme che le permisero di far intestare all'immobiliare Idra la proprietà in Costa Smeralda - ville e terreni – il cui valore è da contarsi in decine di miliardi?
Dica la verità, signor Berlusconi. Sveli anche questo mistero impenetrabile.

Queste innocue domanducce campeggiavano sotto il titolo a caratteri cubitali:
BERLUSCONI, SEI UN MAFIOSO? RISPONDI!
Lorenzo Pontiggia 24 gennaio alle ore 15.08   
8 parte
Già nel mese di luglio dello stesso anno, su <la Padania> comparvero diversi articoli in cui si accostava Silvio Berlusconi alla mafia. Firmati Max Parisi, guarda caso, già nel 1996 diede alle stampe per l'Editoriale Nord (la casa editrice leghista) un libro intitolato “SOLDI SPORCHI AL NORD, in cui il tycoon di Arcore era uno dei protagonisti...
Facco, ( l'autore del libro), ricorda che in quegli anni tra i gadget più venduti ai banchetti della Lega c'era un cappuccio nero da massone con stampato dietro “tessera 1816” ovvero il numero che corrispondeva all'iscrizione del miliardario di Arcore alla Loggia di Licio Gelli.

Bossi, 12 settembre 1988: < Ci risponda. Da dove vengono i suoi soldi? Ce lo spieghi, il Cavaliere.
Dalle finanziarie delle mafia? Ci sono centomila giovani al Nord che sono morti a causa della droga>
< C'è differenza tra noi e lui. Peccato che lui sia un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora.

Un mese dopo a Brescia: < La Fininvest ha qualcosa come trentotto Holding, di cui sedici occulte.
Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini (dove lavorava suo padre), la banca di Cosa nostra a Milano>.
Lorenzo Pontiggia 24 gennaio alle ore 15.09  
9 parte
Silvio Berlusconi, tra il 1994 e il 1999, disse quanto segue:
< Bossi è la Wanna Marchi della politica. Mi viene il sospetto che voglia guidare il Polo delle parole in libertà>. < Bossi ha dei metodi da venditore di Piaget falsi. Solo dei “minus habens” potrebbero cred
Lorenzo Pontiggia 25 gennaio alle ore 12.39
Media & regime | di Redazione Il Fatto Quotidiano
25 gennaio 2011
Berlusconi a L’Infedele: “Postribolo televisivo”. Lerner: “Vada dai giudici”
Zanicchi: "Non ho lasciato lo studio perché sono una donna libera". Per il Pd "si è perso il senso del limite"
“Un incredibile postribolo televisivo”. Silvio Berlusconi irrompe via telefono in diretta tv a L’Infedele, il programma di Gad Lerner su La7. Nella trasmissione dal titolo “Le conseguenze dell’amore”, si stava trattando il caso Ruby. Tra gli ospiti: l’eurodeputata del Pdl Iva Zanicchi, i giornalisti di Libero e de L’Espresso Gianluigi Nuzzi e Marco Damilano, Ilaria D’Amico, Lucrezia Lante della Rovere, Carmen Llera Moravia, ma anche il sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi e Marysthell G. Polanco, una delle ragazze presenti alle serate hot  turpe e ripugnante”. Pronta la risposta di Lerner: “Lei ha già insultato abbastanza. Perché non va dai giudici invece di insultare?”

Il Cavaliere poi si è lanciato in una difesa appassionata della consigliera regionale lombarda, Nicole Minetti, indagata anche lei dalla procura di Milano insieme a Berlusconi, Emilio Fede e Lele Mora per il caso Ruby: “Avete offeso al di là del possibile la signora Nicole Minetti che è una splendida persona, intelligente, preparata, seria. E’ una laureata col massimo dei voti, preparata, che è di madre lingua inglese e che è stata fatta oggetto di attacchi vergognosi”. Poi Berlusconi si è rivolto alle “cosiddette signore presenti” in studio. Lerner a questo punto lo ha interrotto dicendo: “Le signore non sono cosiddette e lei è un cafone se le chiama così”. Prima di agganciare, Berlusconi ha invitato Iva Zanicchi ad abbandonare “questo incredibile postribolo televisivo”.

Gad Lerner ha poi ringraziato Iva Zanicchi per non aver obbedito all’ordine di lasciare lo studio. ”Io sono una donna libera e faccio sempre quello che mi pare – ha commentato questa mattina l’europarlamentare del Pdl -. Ma non che abbia voluto disubbidire al presidente. Al contrario ho creduto fosse meglio rimanere lì a ribattere. C’ero solo io a difenderlo contro cinquanta persone che lo attaccavano”. E riguardo alle feste ad Arcore, secondo la Zanicchi, “Berlusconi sicuramente doveva essere più accorto, non è possibile fare entrare chiunque in casa propria. Ma io credo a quello che dice. Io sono una fervente cattolica e vado tutte le domeniche a messa. Domenica scorsa, credetemi, ho pregato per il pool di Milano, per la signora Bocassini, perché lo spirito santo possa aiutarli in questo lavoro difficilissimo”.

Molto duri i commenti dell’opposizione sulla telefonata del premier a L’Infedele. Per Giuseppe Fioroni (Pd) ”dire a Lerner che il suo programma è un postribolo vuol dire perdere il senso del limite che dovremmo avere tutti”. Rosi Bindi, vice presidente della Camera e presidente dell’Assemblea nazionale del Pd, parla di “gravissima aggressione verbale. So per certo che i suoi blitz televisivi sono l’espressione violenta della sua inadeguatezza, politica e morale. A Gad, alla redazione e agli ospiti insultati e minacciati dal Capo del governo la mia solidarietà. Stiamo superando il livello di guardia della tenuta democratica del Paese. Il governo è nelle mani di un Cavaliere dimezzato dagli scandali che anziché provare la propria innocenza davanti ai giudici, come vuole la Costituzione, tenta di delegittimare e intimidire chiunque voglia ragionare sulla verità dei fatti e lo richiama alle proprie responsabilità. Berlusconi se ne deve andare al più presto, prima che siano definitivamente compromesse la dignità delle istituzioni, la credibilità dell’Italia e il rispetto delle più elementari regole di convivenza civile”. Anche il finiano Benedetto Della Vedova parla di “senso della misura perso”.

”Berlusconi la smetta di insultare i giornalisti e vada dai giudici a farsi processare. L’Italia dei Valori esprime la propria solidarietà al giornalista Gad Lerner per l’ignobile e violenta aggressione verbale subita ieri sera dal presidente del Consiglio – afferma il portavoce dell’Italia dei Valori Leoluca Orlando -. L’arrogante Berlusconi deve capire che esistono giornalisti dalla schiena dritta, che non tutti sono al suo servizio e che, soprattutto, non tutti sono in vendita. Non è il padrone dell’Italia e non è al di sopra della legge che gli piaccia o no. Non si può permettere di alzare la cornetta, insultare chi ha solo la colpa di dire la verità e riattaccare il telefono come fanno gli adolescenti”.



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lorenzo pontiggia scrive:

25 gennaio 2011 alle 12:30
Il nostro presidente del consiglio (spero per poco), maestro in comunicazione (laureato), ha perso con Lerner la tramontana, riducendosi da padrone del vapore a fare la coppia più bella della storia politichese italiana: Berlusconi e Bossi.
Mi domando chi è il gatto e chi la volpe…

Lorenzo Pontiggia
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