IL COMPAGNO: romanzo di Cesare Pavese

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

IL COMPAGNO: romanzo di Cesare Pavese

 

Mi dicevano Pablo perché suonavo la chitarra. Allora le ragazze si eran messe a ballare...

Amelio era uscito di strada con la moto, si trovava all'ospedale... Un mattino entrò decisa all'osteria la ragazza del corso e mi chiese chi era Pablo. < Sono Linda > disse < Mi manda Amelio... Vuol vedere qualcuno.>. Ci andai l'indomani... Gli chiesi se nessuno veniva a trovarlo. Lui mi mostro con gli occhi un mazzetto di fiori in un bicchiere accanto. Capii che era stata Linda.

< Non lavori, non cerchi ragazze > diceva. < Sei giovane. E hai la faccia contenta.> Non si faceva più la barba. La bottiglia di cognac l'aveva finita...

Non suonai molte volte nella stanza di Amelio. Non si poteva ubriacarci di mattina... Fargli coraggio non sapevo. Mi pareva che avesse più coraggio di me.

< Cosa dicono i medici?>. … butto via le coperte. Mostrò due cosce...due rami morti, non più grossi del suo braccio...

 

Una sera venne in tabaccheria Linda a cercarmi, parlammo di Amelio che non poteva più ballare, ma poteva ubriacarsi, poteva star seduto, poteva anche far l'amore. < Tutti han voglia di farlo > diceva < non sai?>. Diventammo amici... …

< Non siamo mai noi due soli.>

< Se sei qui stamattina. Ti dispiace? Vattene .>

Poi disse ancora: < Che cos'hai? Cosa vuoi? >.

Le avessi detto tutto quanto quel mattino. Ero seduto sul letto e le parlavo. Mi prese una mano e se la poggiò sulla guancia. Mi abbassai per baciarla.

< Ti do il raffreddore. >

Posai la testa sul cuscino e dissi piano: < Stiamo insieme quest'oggi >.

< E poi? >

< Poi mi cerco un lavoro e ti sposo. >

< Bravo lui > disse ridendo.

Io le tenni la faccia vicino e non dissi più niente.

 

Un libro di piacevole lettura, con sprazzi di Poesia...

Lorenzo Pontiggia

 

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