IDI DI MARZO - Thornton Wilder -A. M. Traduzione Fernanda Pivano
IDI DI MARZO - Thornton Wilder -A. M. Traduzione Fernanda Pivano
-Il brivido è la miglior parte dell'umanità; anche se il mondo ne ingigantisce la sensazione...
Goethe, Faust, parte II
Glossa: l'inferiorità deriva dalle indagini mentali, che fa spesso deviare nella superstizione, nella schiavitù e in una fede esagerata (causa la mancanza di Riflente) -
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La principale licenza presa è quella di situare un avvenimento che ebbe luogo nel 62 a. C. da parte di Clodia Pulcra (Lesbia), nella celebrazione degli stessi riti diciasette anni dopo, l'11 dicembre 45... -
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-Cleopatra arrivò a Roma nel 46. Rimase fino all'assassinio di lui, quando fuggi in patria.
La possibilità che Giunio Marco Bruto fosse figlio di Cesare è considerata e respinta da quasi tutti gli storici...
Tutti i documenti di questo lavoro appartengono all'immaginazione dell'autore, a eccezione delle poesie di Catullo e della parte conclusiva, che è tratta dalle “Vite dei Cesari” di Svetonio... Thornton Wilder
Il libro è suddiviso in quattro libri.
Libro primo
- Con l'entrata in vigore del nuovo calendario la Commemorazione della Fondazione della Città che ha luogo il diciassettesimo giorno di ogni mese sarà considerata rito civico della massima importanza...
Il Testamento di Romolo sarà esposto verso i posti riservati all'aristocrazia.
Di giorno in giorno mi sento addosso una maggior pressione, dovuta alla posizione che occupo. Divento sempre più consapevole di ciò che essa mi mette in grado di compiere, di ciò che mi costringe a compiere.
Ma che cosa mi dice? Che cosa vuole da me?
Ho concesso i benefici della legge romana a uomini e donne e sto concedendo a loro anche i diritti di cittadinanza... Il mese prossimo la tortura verrà eliminata dal codice penale...
Sento che ora, e soltanto ora, sono pronto a incominciare. La canzone che è sulle bocca di tutti dice che io sono il padre.
L'uomo che cos'è? Che cosa ne sappiamo? I suoi Dei, la libertà, la mente, l'amore, il destino, la morte: che cosa significano?
Aveva ragione Platone, il pericoloso sofisticatore: i migliori filosofi del mondo sono i ragazzi con la barba fresca sul mento; sono ritornato ragazzo. -
Forse Lucrezio ha ragione e ha torto il nostro risibile mondo. Mi pare di aver saputo per tutta la vita, ma di essermi rifiutato di riconoscere la “RIFLENTE” che è tutto l'amore in Uno, essendo sostenuta e ammaestrata dall'amore soltanto...
Io non rifletto mai, e può darsi che l'atto istantaneo del mio giudizio se crea l'errore è perché non uso la Riflente o il mio “daimon” a me sconosciuto che è AMORE...
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Cicerone: il nostro Signore ( Cesare ) non ha bisogno di pagare per cancellare le calunnie, per ogni denigratore ha tre avvocati. Inoltre: < Cesare non è un filosofo. La sua vita è stata un'unica fuga dalla riflessione o Riflente. Almeno è abbastanza intelligente da non rivelare la povertà delle sue idee generali...
Per Cesare il denaro è denaro soltanto nel momento a cui serve a qualcosa...
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La poesia è diventata una febbre nella nostra città. Mi dicono che i versi di questo nuovo venuto Catullo – versi rivolti anch'essi a Clodia, ma in tono diverso... Non siamo cittadini ma schiavi e la poesia è la risorsa di un ozio forzato.-
Il sole può tramontare e risorgere:
ma noi, quando la nostra breve luce è calata,
dobbiamo (vivere nel) dormire una notte perpetua.
Catullo
Libro secondo
- Catullo a Clodia: l'amore è l'eternità di se stesso. L'amore è in ogni momento del suo essere: continuamente.
È il sole barlume che ci vien concesso dall'eternita...
Quale donna al mondo è mai stata circondata da un amore come quello che io ti ho tributato?
Pazza creatura, lo sai che cosa hai respinto?
Ti ho amata e non sarò mai più lo stesso, ma che cos'è la mia condizione di fronte alla tua?
…
Mi ha scacciato dal petto ogni gioia.
Non chiedo già che ella prenda ad amarmi,
O, giacché è impossibile, che divenga pudica;
Desidero solo guarire e dimenticare il torvo mio male.
O Dei, concedetemi questo in cambio della mia pietà.
Catullo -
Cesare: <A volte mi sorprendo a sognare che è più donna che Regina e devo troncare il mio pensiero.
Cleopatra è l'Egitto. Non si lascia sfuggire parola e non dispensa carezza che non abbia ragione politica...
Libro terzo
Cesare: < I Misteri, secondo me, evitano la sterilità e impediscono nascite mostruose o catastrofiche che anche i dottori più esperti confessano di conoscere ben poco.
Ho fatto per la donna più di qualsiasi governatore mai esistito. In queste cose Pericle era ottuso e Alessandro ragazzino... Perché il principale tributo degli Dei, fuori o dentro di noi, è la mente o Riflente...
Cleopatra dichiara che sono un Dio. Si scandalizza nello scoprire che da molto tempo non riconosco di essere un Dio.
Per lei la divinità consiste nella forza di volontà e nella violenza della personalità...
< La speranza non ha mai cambiato il tempo del domani !?> -
Libro quarto
Bruto a Servilia: Questa lettera è tua. Che io l'abbia letta non la rende mia.
Le parole con le quali mi ordini di assassinare chi mi è stato amico e benefattore sono abbastanza chiare.
Le parole con le quali invochi in causa la mia paternità non sono chiare, perciò ho perduto del rispetto che sono tenuto a doverti .
Cesare a Bruto: Tu e io abbiamo parlato spesso e a lungo sul governo in genere e sui limiti nei quali ai cittadini romani dei nostri tempi può venir concesso di autogovernarsi...
E anche se avessi figli non credo che la capacità di governo si trasmetta con la paternità, ma appartiene a coloro che amano il bene pubblico e hanno talento e allenamento e vocazione per amministrarlo.
La decisione di assumere il comando supremo si è aperta.
Ti prego di dirmi a cosa pensi a questo proposito.
Bruto a Cesare
Ti ringrazio per le tue lodi. Ti ringrazio per l'assistenza che hai prodigato per tutta la durata della mia carica. Accetto la Pretura della città e spero di adempiere al mio incarico in modo di conservare la stima che ti ha indotto a conferirmela. L'altro incarico di cui mi parli, desidero non considerarlo. Le ragioni del mio rifiuto sono contenute nella tua stessa lettera.
Permettimi di citare le tue parole. Non credo che tra i doveri di un capo della repubblica sia compreso quello di indicare o nominare un tuo successore...
Possano gli Dei immortali preservarti a lungo per dirigere lo Stato nel modo che tu solo sai seguire, quando lascerai quell'incarico possano essi preservare noi dalla guerra civile.-
Svetonio: Le vite dei Cesari, libro 1 (Scritta probabilmente 75 anni dopo).
- Quando sedemmo, i congiurati gli si strinsero attorno e Tillio Cimbro, che si era messo loro capo, gli si avvicinò come per rivolgergli una domanda.
Quando Cesare cercò con un gesto di tenerlo a distanza, Cimbro gli afferrò la toga alle spalle. Mentre Cesare esclamava: < Allora è violenza! > uno dei Casca, ritto al suo fianco, gli immerse il pugnale nel corpo, sotto la gola.
Cesare afferrò il braccio di Casca e lo rigò con la penna; ma mentre cercava di alzarsi in piedi venne trattenuto da un altro colpo. Quando si accorse di essere circondato da ogni parte di pugnali sguainati, si avvolse la testa nella toga raccogliendo le pieghe sui piedi con la mano sinistra in modo da avere la parte inferiore del corpo dignitosamente coperta quando cadesse.
In questo modo venne pugnalato ventitré volte.
Non disse parola, si limitò a gemere al primo colpo, ma certi scrittori hanno sostenuto che quando Marco Bruto gli si precipitò addosso egli abbia detto in greco: < Tu pure, figlio mio!> -
Un libro che ti fa vivere quel grande periodo storico di Roma con consapevolezza critica usando la Riflente...
Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory