Grazie a Sclig...
Articolo del 2009 , ancora attuale...
Caro Lorenzo,
devo chiederti pubblicamente perdono per tutte le volte che ho ironizzato su
di te, in verità senza mai calcare troppo la mano, avendo sempre una non
soffocabie remora mentale che, tutto sommato, tu fossi davvero una persona
schietta e sincera, anche sotto una veste che a me sembrava più rutilante ed
autocelebrativa del necessario.
L'articolo di Travaglio che citi, senza commento (perché obiettivamente non
necessario), mi rende ragione del tuo impegno civico, direi "pratico", che
trascende tante tue "teorie" più o meno condivisibili, e ti ricollega in
modo esemplare alla realtà vissuta e quotidiana che ci circonda.
E te ne ringrazio vivamente.
Ero entrato nel Forum per aprire una discussione dal titolo "Qui comincia la
fine di Silvio Berlusconi", quando ho visto questo tuo titolo, insolitamente
stringato, quasi "freddo". Mi ha incuriosito, ho letto il tuo intervento, o
meglio la tua estesa citazione, ed ho deciso che poteva essere questo il
luogo opportuno per aggiungere le mie considerazioni.
Un paio di giorni prima che venisse annunciato pubblicamente ho intuito la
possibilità, esprimendola su questo stesso forum, che la moglie di cotanto
uomo potesse promuovere verso lo stesso un "sonoro divorzio", ritenendola
(come poi spesso sono le donne) molto più seria, coerente e determinata di
quanto non sia
il suo sfarfallante marito.
L'annuncio che poi è effettivamente seguito ha confermato in pieno la mia
ipotesi: questa volta il "nostro" sta sbattendo contro uno scoglio veramente
duro!
La grande assente, la vestale silenziosa e discreta, virtuosa custode
archetipica di un focolare domestico che ormai di fatto non esisteva più da
tempo (e certamente non per sua responsabilità), ha di colpo estratto il
ferro e marchiato indelebilmente a fuoco il fedifrago, qualsiasi conseguenza
ne venga.
Molte sono state le etichette appiccicate, spesso a buon motivo, sulle
spalle dell'"imperatore", ma tutte avevano suscitato al massimo disinteresse
o ilarità, cadendo a terra solitamente dopo qualche tempo, ma non questa.
Che non si stacca e non potrà staccarsi, perché è giustappunto un marchio
permanente ed irreversibile.
Un marchio da tragedia greca, di quelli che ancora oggi, sia pure soltanto
in una rappresentazione scenica, ci inducono all'emozione ed alla
commozione, anche quando la nostra razionalità moderna e superficiale
sembrerebbe capace di annullarne qualsiasi incidenza emotiva.
Se quest'uomo, al di là della sua potenza, del suo potere e del suo
istrionismo, comincerà finalmente ad apparire arido ed inaffidabile, in
quello stesso momento inizierà, e si concluderà probabilmente in modo più
veloce del prevedibile, il suo declino. Perché, forse per la prima volta,
cercherà sinceramente un collegamento serio almeno con se stesso, e troverà
il vuoto.
Trovarlo dentro e trovarlo fuori sarà un evento parallelo e scioccante in
grado di disarticolarlo come forse pochi si aspettano.
Di questo fenomeno esistono già, per chi sa coglierli, chiari sintomi
premonitori.
Uno, piuttosto evidente, è il modo di comportarsi, da qualche tempo a questa
parte, del Presidente della Camera, i cui atteggiamenti espliciti cominciano
a dare la misura di un cammino faticoso ma certo, verso una concezione non
strumentale della democrazia e dello stato, quasi antitetiche a quelle
dell'onnipotente cavaliere.
Oggi si aggiunge, freschissima, la presa di posizione della Conferenza
Episcopale, attraverso il proprio organo di stampa, su quali "dovrebbero"
essere le qualità e le doti di un capo del governo...
(Il che, notato da uno come me che non può più essere definito da tempo un
baciapile, assume una connotazione alquanto rilevante)
Doti e qualità sicuramente non proprie di quello attuale.
Si può dire che, se la calunnia è un venticello, qui il temporale è già
scoppiato!
E non so se, ancora una volta, il nostro eclettico trascinatore di folle,
riuscirà ad aprire in tempo un ombrello di sufficente robustezza.
Salvo che gli italiani siano ormai in grado di sopportare anche un re nudo e
piuttosto infradicito.
Rispondo
Ciao Amico Sclig...
Il Sogno degli italiani rampanti degli anni 1960...
Era la macchina, le donne, i soldi, la piscina e il rolex, oltre la
spacconeria...
In ogni ambiente c'è chi fa il grande, quando gli girano i soldi, ed è
chiamato il bauscia...
A Milano il sogno s'è tramutato in realtà, il più sveglio negli affari aveva
scelto il cavallo di razza, creando un piccolo impero, che solo ha tremato
quando il cavallo si è azzoppato.
Essendo Apollo ha giocato l'unica carta per salvarsi, prendendo il posto
dell'esiliato, innestando a suo vantaggio le molteplici doti di
politicante...
Al dio Apollo pochi hanno resistito, la casta dei servi è cresciuta a
dismisura; alcuni si mantengono nell'ambiguità i pochi messi a tacere non
riescono a fare opposizione...
Apollo brama ad essere il dio maggiore e si prepara.
Ma sulla strada qualche incidente di percorso lo trova, il suo seguito
addestrato a dovere sempre lo salva...
I sogni degli italiani hanno trovato in lui la loro personificazione...
Lorenzo Pontiggia