GIUSEPPE VERDI

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 


Giuseppe Verdi

 Compositore e maestro della storia della musica, nasce a Roncole di Busseto (paese prov. di Parma) il 10 ottobre 1813 da umile famiglia emiliana. S'interessò alla musica già da ragazzo, esercitandosi su una piccola spinetta dell'osteria famigliare con il maestro della banda di Busseto, cominciando a comporre i primi brani per il suo insegnante... Nel gennaio del 1831 vince una borsa di studio, ma gli negano di entrare al Conservatorio di Milano. Riconosciuto l'estro al suo paese natio vien nominato maestro e direttore della banda. Si sposa con Margherita Barezzi che gli dà due figli, ma la sventura gli carpisce la famiglia, ma non la passione alla musica che l'assorbe in toto... La prima opera rappresentata alla Scala si salva, ma la seconda è un fiasco! Il 9 marzo 1842 sboccia il Nabucco, simbolo dello spirito patriottico ed eroico del Risorgimento italiano, ottiene un successo strepitoso. Tra il 1844 e il 1850 il Maestro compone undici opere, tra cui l'Ernani, I due foscari, Macbeth e i Masnadieri (opera scritta per teatri stranieri). A Parigi, frequenta circoli rivoluzionari e inizia a convivere con Giuseppina Strepponi (che poi sposa), noto soprano e interprete delle sue opere... Tornato a Busseto, compone la sua "trilogia popolare", i tre capolavori più famosi: il Rigoletto nel 1851; il Trovatore; e la Traviata nel 1853. Seguono i Vespri siciliani nel 1855, Simon Boccanegra nel 1857 e Un ballo in maschera nel 1858. Verdi avendo conosciuto non solo Mazzini è anche attivo in affari politici... Nel 1861 Cavour scrive a Verdi affinché si presenti alle elezioni per il primo Parlamento del nuovo Regno d’Italia: ”Preg.Sig. Cavaliere, i comizi elettorali stanno per riunirsi dall’Alpi all’Etna.
Da essi dipende non già la sorte del Ministero, bensì il fatto dell’Italia.
Guai a noi se dalle loro operazioni fosse per riuscire una Camera in cui prevalessero le opinioni superlative, le idee avventate, i propositi rivoluzionari. L’opera mirabile del nostro Risorgimento, vicina a compiersi, rovinerebbe e forse per secoli. Io reputo quindi dovere di ogni buon cittadino in queste circostanze il fare sacrificio d’ogni particolare riguardo l’andare incontro ai maggiori sacrifizii, per cooperare alla comune salvezza. Egli è da questi riflessi confortato, ch’io mi fo lecito rivolgermi direttamente alla S.V., quantunque non abbia titoli particolari per farlo, onde animarla a voler accettare il mandato che i suoi concittadini intendono conferirle. So che le chiedo cosa per lei grave e molesta” Verdi scrive a Cavour:: <…ebbi l’onore di stringere la mano al grand’Uomo di Stato, al sommo cittadino, a Colui che ogni italiano dovrà giustamente chiamare Padre della Patria. Accolga con bontà, Eccellenza, queste sincere parole del povero Artista, che non ha altro merito se non quello di amare e d’aver sempre amato il proprio Paese nel simbolo del Risorgimento italiano >.
Viene eletto deputato al primo Parlamento italiano. I suoi successi musicali continuano con l’Aida al Cairo nel 1871 (che segna l’apertura ufficiale del canale di Suez) e nel 1874 con la Messa da requiem (che dedica alla memoria di A. Manzoni).

Verdi, pur avendo ottant'anni, ritorna al teatro con Otello e Don Carlos. Il 9 febbraio del 1893 FALSTAFF va in scena alla Scala e sarà l’ultima opera del grande artista.

Il 14 novembre 1897 muore Giuseppina Strepponi, e di lì a tre anni anche Verdi la raggiunge, presso la Casa di Riposo dei Musicisti nel capoluogo lombardo da lui fondata.

Giuseppe Verdi ha legato in maniera indissolubile il suo nome all'Unità d'Italia.   La sua musica, i suoi cori sono stati la vera colonna sonora per l'Unificazione del paese. Verdi lascia ricchezza e profondità all’arte musicale italiana non solo del XIX secolo ma di tutti i tempi.M

il Poeta Lorenzo Pontiggia

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C
<br /> quando sono notizie storiche ed artistiche come queste, anche se verranno lette da pochi, sono interessanti<br /> a proposito, io non ho più il libro perchè l'ho regalato, ma di quel poco che ho potuto leggere, è scritto in un libro dell'igienista dott. paolo mantegazza di monza, dove come tu a quel tempo,<br /> avresti scritto parole fuoco sul parlamento italiano (allora 1879, saranno stati 400 in tutto), concordando con lo scrittore di "un giorno a madera"<br /> saluti carlo<br /> <br /> ps : io cerco di vedere e portare ad altri quel poco di luce che Dio mi concede in questa esistenza terrena...dove la vera ricchezza è l'amore con lettere maiuscole<br /> auguri di cuore da un essere dell'etere...<br /> <br /> <br />
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