GIORGIO VASARI-RAFFAELLO SANZIO DA URBINO-1483-1520-VITE SCELTE–UTET-4 P.
GIORGIO VASARI-RAFFAELLO SANZIO DA URBINO-1483-1520-VITE SCELTE–UTET-4 P.
Raffaello a 9 anni perde la Mamma a 17 anni il papa Giovanni de Santi, pittore non molto eccellente e per esperienza negativa capiva l'indole d'indirizzare i figlioli per la via che madre natura dà a tutti. E sapeva quanto importi allevare i figli non con il latte delle balie.
Appena che poté cominciò a esercitarlo nella pittura. Non passarono molti anni, che Raffaello, ancor fanciullo, gli fu di grande aiuto in molte opere che Giovanni fece nello Stato d'Urbino.
Sentendo sfuggirgli il tempo, lo presentò a Pietro Perugino, il quale, veduto la maniera di disegnare e le belle maniere che possedeva, amorevolmente lo prese con sé.
Raffaello era un bel giovane e nella sua breve esistenza, creò una scuola a cui accorrevano le signore e signori a farsi ritrarre, creando nell'ambiente pittorico artistico notevole invidia.
Raffaello alla donna dell'amico Lorenzo Nasi, fece un ritratto nel quale raffigurò fra le sue gambe un putto; un S. Giovannino tutto lieto porge un uccello, creando gioia e piacere dell'uno e dell'altro (è la cosi detta Madonna del Cardellino). Lorenzo Nasi lo tenne con venerazione e alla morte di Raffaello, come una reliquia.
Papa Giulio II gli chiese di dipingere la camera della Segnatura (una delle quattro stanze del Vaticano) con una storia, che rappresentasse i teologi nell'atto di accordare Filosofia, Astrologia, Geometria e Poesia alla Teologia; riportando i ritratti di tutti i savi storici che disputarono in vari modi. Al centro una femmina seduta che rappresenta la Conoscenza, ai lati la Dea Cibele e Diana Polimeste, che è vestita di quattro colori, i quali, raffigurano dalla testa in giù, il color del fuoco, sotto la cintola quello dell'aria, dalla natura al ginocchio il colore della terra, e fino ai piedi il colore dell'acqua.
In disparte astrologi, che hanno fatto figure sopra certe tavolette di geomanzia e astrologia, e angeli bellissimi li donano alla scuola dei filosofi.
Il Papa non parla di Esiodo VIII, VII a.C.( fine periodo di OMERO), che sul Parnaso/Olimpo, scrive la TEOGONIA, le nove muse a guardia del melo d'oro dal serpente, e i primi libri di cui si son salvati solo due: LA TEOGONIA, e LE OPERE E I GIORNI.
Il Vasari non fa notare che tra i grandi mancasse ESIODO, il primo che batte Omero in un concorso poetico. Ancor oggi nelle scuole si tralascia di soffermarsi su questo grande autore che aprì la strada ai Presocratici, alla Filosofia di SOCRATE.
Giulio II non citò neanche SOCRATE, il padre della FILOSOFIA. Ma tra i tanti mise perfino Boccaccio...
Papa Giulio di quest'opera fu molto soddisfatto.
Maria Dovizzi, il cardinale Bernardo, zio, voleva darla in sposa a Raffaello.
Ma Sanzio, attendeva ai suoi amori nascosti, ai suoi piaceri amorosi; avvenne che esagerò più del solito che gli venne una grandissima febbre, non confessando il disordine che aveva fatto per poca prudenza, i dottori gli cavarono il sangue, da indebolirlo, invece aveva bisogno di ristoro.
Fece testamento, spirò nel giorno che nacque di Venerdì santo all'età di 37 anni.
- Ben poteva la pittura, quando questo nobile artefice morì, morire anche; che quando egli gli occhi chiuse, ella quasi cieca rimase -
Lorenzo Pontiggia
il Poeta marylory