GIORGIO VASARI – LEONARDO DA VINCI - VITE SCELTE – UTET – 3 parte-
GIORGIO VASARI – LEONARDO DA VINCI - VITE SCELTE – UTET – 3 parte-
Leonardo nasce a Vinci il 15 Aprile 1452. Amboise, 2 Maggio 1519
- Nel mio libro LA RIFLENTE – SESTO SENSO, presento l'Artigiano:
Artefice d'innovazione
nel valersi della Riflente
modella l'arte umana...
Sulle orme di Mosé,
sulla scia di Leonardo,
dona ricchezza:
AMORE di perla
intrisa di Storia
volta al futuro...-
Mentre studiava per dipingere il Cenacolo, il priore di quel luogo lo sollecitava a fare in fretta il capolavoro, dal fatto che i suoi frati non si fermavano a zappare l'orto, per il priore non doveva star fermo con il pennello. Non soddisfatto il priore si rivolse al duca. Leonardo conoscendo l'interesse per l'arte che aveva il duca; e nel chiarirsi discorse largamente sull'impostazione per creare l'opera, spiegando che le mani si muovano in Riflente, così si ottiene il meglio dal proprio intelletto artistico ...
Leonardo prese l'impegno di dipingere la moglie di Francesco del Giocondo, monna Lisa, ci mise 4 anni e per il Maestro era ancor imperfetto. Il dipinto si trova al Louvre e circa 35 anni fa andai a vederlo...
La descrizione che fa il Vasari: < Avvenga che gli occhi avevano quei lustri e quelle acquitrine che di continuo si vedono nel vivo, ed intorno a essi erano tutti quei rossigni lividi e i peli, che non senza grandissima sottigliezza si possono fare. Le ciglia, per averci fatto il modo del nascere i peli nella carne, dove più folti e dove più radi, e girare secondo i pori della carne, non potevano essere più naturali. Il naso, con tutte quelle belle aperture rossette e tenere, si vedeva esser vivo. La bocca, con quella sua sfenditura, con le sue file unite dal rosso della bocca con l'incarnazione del viso, che non colora, ma carne pareva veramente. Nella fontanella della gola chi intensissimamente la guardava vedeva battere i polsi; e nel vero si può dire che questa fosse dipinta d'una maniera da far tremare e temere ogni gagliardo artefice, e sia qual si vuole; usar ancor questa arte che, essendo monna Lisa bellissima, teneva, mentre che la ritraeva, chi sonasse o cantasse, e di continuo buffoni che la facessero stare allegra, per levar via quel malinconico che suol dar spesso la pittura ai ritratti che si fanno; ed in questo di Leonardo vi era un ghigno tanto piacevole, che era la cosa più divina e umana a vederlo, ed era tenuta cosa maravigliosa, per non essere il vivo...
Al suo capezzale vi giunse il re, che frequentemento lo visitava. Volendo drizzarsi nel letto per parlargli, il re lo aiutò e conoscendo di non poter avere maggiore onore, spirò in braccio.
Giovanni Battista Strozzi gli dedico:
Vince costui pur solo
Tutti altri, e vince Fidia e vince Apelle,
E tutto il lor vittorioso stuolo.
Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory