Da come ti firmi "Mary Lory" poeta Lorenzo,

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

- Da come ti firmi "Mary Lory" poeta Lorenzo, se non sei quello che vendevi elettrodi per saldatura in Via Volta a Erba vicino alla gelatteria Sartori .In quanto che ti ho visto qualche volta propporre i tiui prodotti a Sergio Pirovano alla Resiga di Arcellasco dove io in quel lontano facevo il garzone.
sai Sergio Pirovano é un tipo che voleva sempre dominare ed avere ragione anche quando aveva torto.Il periodo che ho fatto il garzone con Sergio e suo padre Guido non é che ho belli ricordi,i calci nel sedere e sgridate gratuite mi hanno lasciato in me tanta amarezza e tanta tristezza.
La sfortuna e la fortuna di essere di una famiglia povera,non mi  sento disonorato.Il peggio che ho vissuto lo vissuto in africa incontrando falsi religiosi il che nell'essere dei missionari erano dei mercenari.Di quanto ho visto e costatato  é stato di un vero disguto e di uno stimolo di non frequentarte la chiese il che lo  fatto senza rimorso di coscienza.
Oggi mi sono sbilanciato nel scriverti queste informazioni senza pretesa di essere compreso e consolato,il che a modo mio credo in Dio.
Buona serata.
Luciano Lottici dal Togo-

 

Complimenti, caro Luciano, correva l’anno 1959/62, tu, apprendista saldatore da Pirovano Guido, il miglior saldatore della zona.
A 13 anni iniziai regolarmente a lavorare alla Cedit di Lurago d’Erba, reparto officina, Mamma Piera voleva che imparassi un mestiere,anche se la mia passione al lavoro era fare il rappresentante, conoscere gente, per apprendere, servire; la mamma disse: < Prima impara un lavoro, poi a diciotto anni, farai ciò che ti piace>-                                                                                                                                                                                    Essendo alquanto sportivo, delle volta acquistavo il giornale rosa, poi finiva come carta al W.C., negli annunci trovai: < Cercasi abile venditore per vendere elettrodi per saldare, scrivere a Fusarc, viale Monza 274 Milano. Era circa nove mesi che lavoravo dalla ditta LEVA, via Mazzini ERBA, apprendista fabbro, la paga 40 lire all’ora.
Mi dissi: ho diciassette anni + 9 mesi in grembo e aggiungendo i 4 mesi dal compleanno, la mamma non può che dirmi di sì.                                                                                                                                                                            Scrissi, m’invitarono in sede, dichiarai di avere 18 anni. Mi diedero dei campioni, un copia commissioni, fecero gli auguri ed io felice e beato ripresi il treno e ritornai al Paese.                                                                             Il giorno dopo, visitai la ditta Fratelli Rusconi, via Mainoni (ex “Raten”).  Giulio, Maestro fabbro, provò gli elettrodi e mi fece la commissione, in pochi giorni riuscii a vendere elettrodi per la cifra di circa mezzo milione 1958.                                            Spedii gli ordini in una busta, e il giorno dopo ricevevo da parte della Fusarc: < Ha seguito al dialogo intrapreso, riteniamo di soprassedere e annullarlo!>.                                                                                                                       Ma, quando nella posta trovarono la busta con gli ordini scritti, in modo chiaro, con tutte le indicazioni e la relativa modalità di pagamento ,mi assunsero a prescindere dall'’età.
Il signor Guido aveva due figli, Angelo, il più semplice, Sergio, un po’ saputello, ma buono anche lui, frequentammo a COMO la scuola arti e Mestieri: “ La Castellini”, lui, già ci sapeva fare, invece a me serviva la scuola...
Caro Luciano, capisco in toto la tua posizione e condivido la tua rettitudine!
Lorenzo

 

 

Risposta:

 

 Caro Lorenzo con questa e mail abbiamo saldato la nostra amicizia.Grazie e a presto

Luciano

 

 

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