A Francesco Schirò: Città natale Bari: Parla Greco e Italiano, Orientamento politico: disorientato Il Padre della Politica o Filosofia pratica è SOCRATE,

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

A Francesco Schirò: Città natale Bari: Parla Greco e Italiano, Orientamento politico: disorientato

  

Il Padre della Politica o Filosofia pratica è SOCRATE, il quale insegnava la “Maieutica”, a vantaggio di se stesso e della Comunità, cioè l'arte di tirar fuori il sapere dall'interlocutore, come faceva sua madre Fenarete, levatrice di professione...

Socrate, non avendo frequentato scuole, fin da giovanetto seguiva il padre Sofronisco di mestiere scalpellino d'arte alle dipendenze del famoso architetto Fidia.

Pausania scrive che vide due grazie coperte di veli agli angoli dell'entrata del Partenone, scolpite da Socrate.

Poi fece per vent'anni il soldato da “oplita” dimostrando coraggio, avvedutezza e tenendo alto il morale ai compagni...

Rientrato definitivamente in Atene, divenne amico di Pericle e di Aspasia...

Periodo della grande DEMOCRAZIA greca 450 a.C. Dove il Popolo nell'Agorà, sceglieva gli Aristocratici, cioè i migliori non per censo, ma per la saggezza pratica che possedevano per essere serviti al meglio...

Oggi, non si scelgono i “migliori” che hanno per vocazione: ONESTÀ, CAPACITÀ e BUONSENSO, l'eccezione non fa Primavera...

 

Nel “Critone”:

 



 

Voce narrante
Ad Atene, 399 A. C., nel mese detto Targelione (Maggio-Giugno), le condanne capitali non erano eseguite prima del rientro dell’ambasceria recatasi all’isola di Delo per la festività dedicata ad Apollo…

 

Critone-
…che notte travagliata, è meglio alzarmi, sfruttare le prime luci per correre alle carceri, pagare il silenzio dei carcerieri e avvisare il Maestro che la nave sacra ha superato Capo Sunio (promontorio dell’Attica).
Oh, come dorme saporitamente in pace alla felicità, è un peccato svegliarlo, ma è per il suo bene!
Maestro! Maestro!

Socrate-
Salve, che hai, da svegliarmi, sul più bello?
Oh, Critone, sei tu, ho rotto sul più bello: ero in compagnia di una graziosa donna vestita di bianco, che mi chiamava dicendomi che nel terzo dì da questo…

Critone-
Maestro, da buon allievo devo far qualcosa per salvarti, se non lo faccio, chi mi conosce che penserà di me?
Penserà che parli e basta!

Socrate-
L’opinione di coloro che mancano di Riflente (Riflessione/mente) non è verità, ma confusione, che si ritorce su loro stessi, lasciandoli ignoranti e sempre insoddisfatti e sfruttati…
Come già tu sai, per invidia, la matrigna soffia sull’ignoranza del popolo per renderlo ancor più succube; non vede di buon occhio chi sa, ne parla male, affinché chi rompe il guscio del tran tran del potere non abbia la possibilità di realizzare ciò in cui crede; lo mette all’angolo come un asino, o lo manda in esilio; il potere gli tarpa le ali, nel detto che nessuno è Profeta in Patria…

 

-Profeta in Patria

Caino, il padrino,
omaggia invidia,
infelicità…
Specula sul gregge…
Alla nera zero carote,
ridicolizzata
emarginata
macellata,
affinché non sia
Profeta in Patria…-

 

Critone
Socrate, bisogna far presto, ho dato soldi alle guardie, affinché ti allontani indisturbato per andare da miei amici in Tessaglia…

Socrate-
Grazie, buon giovane, ti auguro tanta fortuna!
La mia fortuna è la felicità di sentirmi nel giusto, d’affrontare serenamente la mia sorte decisa dall’uomo fallace…
Amico, non temere, parlo per saggezza; ora i miei occhi guardano al sole spuntare come il primo mattino del mondo nell’amplesso puro con la donna vestita di bianco, perché fra tre giorni giacerò nel sogno di tutti, e tu sei l’angelo che conferma il sogno!

Critone-
Socrate, chi ti ha condannato ingiustamente su false accuse, chi ti ha beffeggiato con ironia è in tilt, teme che la tua morte sia la loro fine!
C’è, tuttavia, tanta gente che ti vuol bene, ti ammira e ha bisogno di te, Maestro!

Socrate:
- Caro Critone, sappi che la mia etica è da sempre rispettosa delle leggi democratiche, nel difendere gli interessi di Atene, fin da quando, Oplita, nei vent’anni di guerra militare lottai per far grande ATENE, affrontando i nemici a viso aperto e mai indietreggiando, ritornando in Patria, ricco d’esperienza, mettendo l’Amica Riflente al servizio di Pericle (periodo Aureo).
Mancato Pericle, cercai di far risplendere ATENE, insegnando non solo ai giovani, la Pace e la Democrazia, nel rispetto delle leggi vigenti, ma i potenti, saccenti, boriosi, invidiosi, disturbati nel loro crapulare teso allo sfruttamento del Popolo, nell’essere indigesto al loro stomaco, mi diedero l’epiteto di tafano d’Atene, e fin d’allora la mia sorte era sentenziata con l’alibi della democrazia dei “demonumeri”, e della demagogia dei sofisti al servizio della casta…

Amico, pur condannato per pochi voti, macchierei la mia dirittura d’arrivo mancando di parola da passare per vigliacco; io mai sono arretrato davanti al nemico, anzi ora come allora vivo tranquillamente in armonia con me stesso, e senza paura guardo in faccia gli avversari, perché AMO Atene.
Ora, pensare di fuggire sarebbe rinnegare i miei insegnamenti, inoltre deluderei chi parteggia per me!
Critone, porgi ai miei amici e ai tuoi il mio ringraziamento, dì loro che lì vedrò nell’attimo di gioia del trapasso, in grazia, per vivere l’Eternità nel tempio dei grandi, certo di essere più utile a tutti nell’aldilà…
Amico mio, voglio sorridere alla sorella che mi prenderà in grembo, lindo, come le acque chiare sgorganti dalla roccia, da non lasciar dubbi al finale dell’opera che fra breve si compirà, e da tafano anticipo che per tanti sarò ancor più indigesto!

Critone-
Maestro, comprendo il tuo grande desiderio all’amplesso con la dama bianca, ben sapendo dove tu andrai a giacere, ma i tuoi allievi piangeranno come non mai…

Socrate-
Intendo, ma dovrei rinnegare l’etica della Riflente: la giusta tentazione dell’uomo è la Libertà, non l’essere animale infelice, dannato all’abbruttimento, al servizio mefistofelico di Caino!

La Riflente non coincide con i demonumeri, né col potere del dittatore, perché ambedue non sono frutto della Riflessione PURA.
Le leggi sono interpretate soggettivamente, quindi l’oggettività è carente nel sociale, da lasciar prosperare la riflessione speculativa di Caino, padrone nostro…
Io non son mai stato né bestia, né sofista, e delle dicerie me ne faccio un vanto ben sapendo di trovarmi sul campo di battaglia per l’ultima Vittoria, la più grande, e di ciò sono fiero davanti all’AMORE infinito dell’Eternità, ultimo palpito di vita terrena…
Caro Critone, nell’usare la Riflente, la saggezza, conosco i problemi della Società da non poter avvallare il comportamento di chi interpreta la legge senza usare il buonsenso, ma agendo solo per i propri interessi o di pochi, e così la favola del tafano d’Atene s’è sparsa in tutta l’Attica da passare per il rompiballe della politica, ma per Amor di Atene non mi son mai ribellato; il mio fine non era la gloria, ma riuscire a portarli all’assennatezza, affinché assumessero la responsabilità al compito assunto davanti agli elettori, e più criticavo più AMAVO Atene di quell’AMORE Puro disinteressato che dà Luce al Vivere della Speranza, e più forza nell’usare la spada dell’AMORE per sconfiggere il male della speculazione che attanaglia e conviveva in loro…
La mia dipartita nel non fuggire è la loro sconfitta che DONO ad ATENE nel lasciare un segno d’AMORE Imperituro, al futuro di figli non ancora concepiti!
Amico come posso rinnegare la Riflente, nel non essere me stesso!
Non son mai stato un sofista, anzi col fioretto li combattevo lasciandoli nudi da sentir gli strali ancor in quest’ora d’esser fiero davanti all’AMORE infinito!

Figlio d’Atene, è stata una fortuna trovarmi qui in collegio, usando l’oro rimasto nella bisaccia del mio spazio, ho messo a fuoco l’attimo fuggente in Riflente, regalandomi l’acqua calda, la miracolosa goccia sul naso di tutti:
il Testamento Genetico Eterno, Dono del MISTERO!

Ringrazio coloro che mi hanno condannato, la dea bendata che mi ha difeso in lungo e in largo nel mio camminare da Attore Naif sul palcoscenico della Storia. Nell’ultima cena con l’Amica Riflente ho colto la mela matura: il SESTO SENSO!

Il Testamento è per tutti coloro che vogliono cambiar vita, smettere di criticare e non fare, che vogliono sentirsi vivi e Liberi in Armonia di partecipazione d’AMORE senza ricorrere alle infinite droghe che il quotidiano Caino elargisce per farci suoi schiavi…
Basta avvicinarsi alla RIFLENTE o SESTO SENSO, Madre di ogni Scienza, per vivere armoniosamente nella Sfera della Vita nell’aiuto reciproco del nostro Spazio di Vita…

Critone, tu hai l’onore di partecipare alla mia gioia di sempre nell’essere il primo dell’Umanità a capire il SESTO SENSO, la RIFLENTE, la mia compagna, Dono dell’Immanenza che fa la differenza dalle altre cellule di vita.
Ho cominciato ad analizzare a fondo la Riflente che deriva dalla TRASCENDENZA, da cui ha origine l’Immanenza del Tutto, compreso l’uomo che ha avuto in dono la Riflessione Pura, il cui fine è di armonizzare le cellule viventi su Gaia.
In successione ho razionalizzato le varie fasi della Riflente:
- Riflessione come Intuizione…
- Riflessione come Analisi…
- Riflessione come Carisma…
- Riflessione come Profezia…
- Riflessione come Razionalità…
-
Figlio, pensa, veleggerò negli infiniti mari del cielo ritrovando e accogliendo i grandi di ieri, d’oggi e di domani, l’amico Pericle, Cherofonte, Alcibiade e altri; parlerò del Sesto Senso o Riflente in Poesia e nell’atto della Maieutica, arricchendo il vivere lassù in Eterno!
Così chiudo in bellezza nel Dono all’Umanità del recupero della Riflente/Abele o Sesto Senso…
Critone, mio principe sostenitore, la coerenza di un uomo nelle sue idee vive, se supportate dalla Riflente, rende la persona vincente, che non teme il giudizio degli altri, nell’essere se stesso, perché sa dominare i vizi e le paure…

Voce narrante:
Socrate spiega a Critone che la vera Democrazia non è basata sui numeri, ma sui migliori (Aristocratici) eletti dal Popolo, che operano per sviluppare la Società per vocazione, non per professione; ciò non succede essendo la massa giocata, comprata dal potere speculativo, arrivista incontentabile, che sfoga la propria infelicità, togliendo l’identità al mercato degli schiavi moderni, i demonumeri (democrazia dei numeri).
Inoltre si rifà nel far prolificare paure, stress, ansia, invidia, depressione, i mali che Caino elargisce generosamente ai suoi dipendenti…
Così i potenti di turno con il benestare del popolo si creano l’alibi per troneggiare e spolpare a loro piacere pantalone in nome della democrazia, non ascoltando la voce della Saggezza.
Per fortuna, in fondo al vaso di Pandora c’è la Speranza, la Riflente, il futuro d’AMORE senza Caino…

Critone-
Maestro, te ne vai nel mondo dei più ingiustamente offeso, vincendo la battaglia sui figli di Caino…
Non ho altro da dirti, sia fatta la tua volontà d’AMORE!

Socrate
Mio caro giovane, mi spiace per gli amici, ma la mia Riflente allontana anche la più remota volontà d’andarmene senza autorizzazione degli Ateniesi!
Ringrazia gli amici di ieri, d’oggi e di domani che vivranno nel mio pensiero in un domani certo, democraticamente come ho sempre fatto, anche per la scoperta del Sesto Senso, non obbligo né plagio alcuno a credermi, ma usando la Riflente in piena libertà, invito ognuno a scoprire in sé la VERITA’!

-Voce narrante-
Socrate,
Luce libera,
Guida
Alla felicità,
Lasci orfani
Non solo
Gli Ateniesi

 

Francesco Schirò: orientamento politico: disorientato

 

Amico Francesco che parli il greco, il Maestro Socrate e poi Diogene devono farti da guida, basta usare la RIFLENTE, da capire e cercare di essere utile agli altri che di riflesso il primo a goderne sei tu, per il semplice motivo che cammini con l'occhio in RIFLENTE...

 

Ciao a sentirti... lorenzo



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