1) La REPUBBLICA di SOCRATE, il Popolo Dio, di Pontiggia Lorenzo, sul canovaccio di Platone
1) La REPUBBLICA di SOCRATE, il Popolo Dio, di Pontiggia Lorenzo, sul canovaccio di Platone
Excursus:
Socrate (469/8-399 a. C ) Atene, da Sofronisco, scultore, e Fenarete, levatrice.
Socrate, essendo uomo di Popolo “Dio”, avendo in gioventù lavorato con suo padre Sofronisco, scultore al servizio di Fidia (architetto), Pausania, afferma d'aver visto due sculture delle Grazie velate, collocate alle porte dell'Acropoli, prima di partire da Oplita, per la guerra contro Sparta, che durò per circa vent'anni, periodo di Pericle... Lo scrivere lo s'impara da giovanetto, ma Socrate seguì il lavoro del Padre, e nello scrivere era limitato; pertanto, sollecitava i suoi allievi a prendere nota e scrivere, per il fatto che: “Verba volant, scripta manent”.
Giovato poi dai consigli di Critone, Socrate, per essere al servizio del Popolo Dio, smise di praticare l'arte dello scultore, accettando anche l'aiuto dall'amico Critone (il quale, dopo la condanna cercò di salvarlo, ma Socrate non volle mancare all'appuntamento ETERNO). Si dedicò alla scienza della sapienza filosofica, per plasmare il Popolo Dio, nell'aiutarlo a “partorire” la verità nascosta per interessi speculativi dal potere antidemocratico dei sofisti o filosofacci, usando la Maieutica (arte di far nascere i concetti dalla mente dell'interlocutore).
Socrate, da maestro della Riflente (Riflessione-mente), con il suo metodo della Maieutica, pone i perché al suo uditorio, e gli allievi rispondono con altrettanti perché, e Platone prende nota; e dai dialoghi emerge l'idea di uno Stato ideale:la REPUBBLICA.
La vita di Socrate si svolge in un periodo che vede la crisi progressiva della Democrazia, dell'Etica e delle Religioni... La cultura che imperava era il pensiero dei sofisti o filosofacci che aveva corroso la Democrazia del Popolo Dio!
La Verità è conoscenza dell'intima Razionalità che la Riflente dà un senso al Vivere Democratico o DEMOCRAZIA:
LA DEMOCRAZIA è DIO
MADRE TERRA Culla del POPOLO DIO
Il POPOLO è ETERNO DIO è ETERNO
Il POPOLO è Presente DIO è Presente
Il POPOLO Vive DIO c'è
Il POPOLO lavora DIO Dona
Il POPOLO è Grande DIO è Immenso
Il POPOLO è Meraviglioso DIO Splende
Il POPOLO è in Festa DIO Gioisce
Il POPOLO Soffre DIO lo Sorregge
La DEMOCRAZIA è DIO
Socrate è il padre fondatore dell'etica morale, nella massima: < Sii virtuoso se vuoi esser felice >, e della Filosofia >.
La frase di Socrate: “sapere di non sapere” è la base del dialogo per conoscere nel conoscersi, da condurre gli interlocutori alla curiosità di sapere, di capire e di realizzarsi in Armonia col Popolo Dio, e non presumere di possedere una sapienza o conoscenza di tecnica di arti manuali,che non si ha! Meglio avere coscienza della propria ignoranza (che si ignora), che essere ignoranti senza averne coscienza!
Socrate, educa educandosi nel sentirsi chiamato a rinnovare la coscienza morale dei suoi cittadini, in virtù della Riflente nel conoscersi. Egli è animato di Luce di Verità, attraverso un costante colloquio da far scaturire l'Universale legge del Giusto e del Bene o legge dell'Umanità, DIO! 2) Usando la Riflente, non demolì, ma rinnovò la Fede nell'agire, nell'essere uomini di coscienza, e nell'umiltà apostolo d'AMORE Sociale!
La sapienza di Socrate nasce nell'aver notato la mancanza di ricerca interiore della verità morale assente nella cultura dei suoi tempi, da rifiutarla, rinnovandola di valori, di giustizia, di virtù, del bello e buono e soprattutto padronanza del proprio comportamento...
La morte di Socrate è un insegnamento Etico Morale, ancora oggi attuale, egli pose la sua vita per la Democrazia del Popolo Dio, e per lo Stato e per una buona amministrazione della REPUBBLICA DEMOCRATICA...
Ogni pietra, ogni cittadino ha la sua funzione nel realizzare la costruzione di uno Stato sferico, dove ognuno apporta il meglio in armonia con Tutti.
La prassi della Filosofia è la Politica, la sintesi è Poesia (PoeFiloPoli), e Tutti siam chiamati a dare il meglio perché l'uomo nasce Poeta, Filosofo e Politico; ed è nell'essere vaso comunicante, linfa vitale che si realizza e prospera a vantaggio di Tutti, senza distinzione; così si sviluppa: LA DEMOCRAZIA DIO...
Platone, apprese dal MAESTRO SOCRATE, che la prassi della FILOSOFIA è la DEMOCRAZIA POLITICA, da cui nasce la Repubblica ( l'amministrazione dello Stato ). Lo Stato è un territorio delimitato da confini in cui vivono le “genti” governate da un apparato sovrano: il Popolo Dio! Il Popolo Dio è l'insieme di Tutti i cittadini liberi in un legame di rispetto per cui “uno vale uno” e la legge è uguale per Tutti! Il vero Filosofo Politico è colui che usa la Riflente per incorrere in meno errori possibili, e in presenza di problemi li risolve spiegandoli alla Luce del Sole...
QUANDO QUALCUNO
CREDE ALLE NOSTRE PAROLE
ALLA NOSTRA RESPONSABILITÀ
NOI CHE CI DEFINIAMO UOMINI
NON DOBBIAMO DELUDERLO...
Il POPOLO Dio, democraticamente elegge i preposti a far funzionare la grande famiglia: lo Stato, La REPUBBLICA...
Dal miracolo del primo concepimento nasce la famiglia socializzante che si moltiplica, si disperde e ritorna a congiungersi per rafforzare la propria etnia, il cui fine è il bene della famiglia stessa, la Sfera dove ognuno aiuta l'altro...
Nasce il villaggio, in seguito lo Stato, eletto dal Popolo Dio, per essere al servizio della comunità. Direte... penserete... “ è impossibile, inattuabile, impensabile è Utopia!”.
Il giovane Platone era il più attento, anche perché era innamorato del Maestro, e, alla sua morte immortala SOCRATE e se stesso.
Ogni cosa esistente nella sfera di Madre Terra, dal regno minerale, vegetale e animale è biocenosi o biologia.
Dice Talete: < Nulla si disperde, tutto si ricrea >, Energia, quindi, il tutto serve all'uomo per realizzarsi, però deve usare la RIFLENTE (Riflessione-mente, teoria del Tutto, che eleva l'uomo a saggio e salva l'Umanità) o Sesto Senso, DONO del MISTERO (Trascendenza), per attuare l'Immanenza Utopica, archetipo di tutte le scienze, il cui fine è realizzare una Società vivibile, dove l'Armonia regna per l'AMORE Sociale...
Nell'esercitare la Riflente dalla nascita, il cervello muove cellule sensoriali intuitive, immagazzina conoscenze e si apre alla creatività, origina idee immanenti; nascono “sogni” utili alla piccola e, domani, alla grande famiglia Sociale, o Sfera del vivere, dove ognuno vale uno al servizio dell'altro, e ognuno si realizza per le doti che possiede, e nella molteplice differenza tesa al perfetto, cresce l'Umanità Sociale, la quale, sceglie democraticamente uomini giusti al posto giusto, tramite i Test attitudinali, dove ognuno in società trova la sua collocazione, si concretizza l'armonia, nasce lo Stato Democratico, in cui ognuno, lo si ripete, serve all'altro per far germogliare: LA REPUBBLICA ( l'amministrazione dello Stato).
3) Dal Testo Teatrale: IL MENONE - La Virtù – Editore Villa Calliope ( 2009 Voce narrante).
La dottrina dell'anamnesi, reminiscenza di ricordi, permette a Socrate di ulteriormente criticare la teoria della conoscenza dei sofisti, capziosi, i quali inducono le menti alla pigrizia evitando di cercare il vero; la teoria dell'anamnesi, invece, è ricettiva e attiva nel cercare la verità che c'è in ognuno di noi... -
Dal Testo Teatrale: IL CRITONE – L'Etica – Editore Villa Calliope (2009 Voce narrante).
Socrate spiega a Critone che la vera Democrazia non è basata sui numeri, ma sui migliori eletti dal Popolo Dio, che operano per sviluppare la Società per Vocazione, non per professione; ciò non succede, essendo, la massa beffata, comprata dal potere speculativo, Società arrivista incontentabile, che sfoga la propria infelicità, acquistando al mercato gli schiavi moderni (i demonumeri: democrazia dei numeri).-
Dal Testo teatrale: “ LA CASTA IMPUTATA SOCRATE PROCESSATO” – Editore Villa Calliope ( 2008 ) -
- SOCRATE: a Cherofonte, mio amico, un giorno viene in mente di conoscere il nome dell’uomo più sapiente; dacché si reca a Delfo, al Tempio d'Apollo ad interrogare la Pizia, la quale, gli fa il mio nome.
Amici, io non ho coscienza d’essere sapiente, ma l'oracolo dice che sono sapientissimo! Quindi, mi confronterò con i saggi, i maestri dell'arte, ritenuti da tutti sapienti, e smentirò il vaticinio. Cominciai a tampinarli, ma in loro c’era solo apparenza; gli spiegai che dovevano cambiare il metodo dell'apprendere per migliorarsi, così da usare il Dono dato agli uomini dall’Immanenza del Mistero: la Riflente...
Boriosi e pieni di se, invece di ringraziarmi, cominciarono a calunniarmi, e chiamarmi il tafano d'Atene.-
Socrate, maestro della Riflente, con il suo metodo della Maieutica, pone”i perché”al suo uditorio, e gli allievi rispondono con altrettanti “perché”, e Platone prende nota: dai dialoghi emerge l'idea di uno Stato ideale:la REPUBBLICA.
Ogni pietra, ogni cittadino ha la sua funzione nel realizzare la costruzione di uno Stato sferico, dove ognuno apporta il meglio in armonia con Tutti.
La prassi della Filosofia è la Politica, la sintesi è Poesia, e Tutti siamo chiamati a dare il meglio perché l'uomo nasce Poeta, Filosofo e Politico (PoeFiloPoli); ed è nell'essere vaso comunicante, linfa vitale che si realizza, e prospera a vantaggio di Tutti, senza distinzione.
LA REPUBBLICA - Atto I –
La COMUNIONE DELLE DONNE NELLA CLASSE DEI CUSTODI
Socrate: < Io definisco buono e giusto uno Stato e una costituzione, che fa partecipe Tutti al progresso della REPUBBLICA, e sa difendere il singolo difendendo Tutti, nel dimostrare idee chiare, aperte al nuovo. Cominciando a rispettare la Donna, la custode non solo del focolare, ma la continuità della progenie...Oggi, la società, ha quattro tipi di difetti...>.
Adimanto: < Quali sarebbero ? >.
Socrate: < Ero già pronto ad elencarli nell'ordine in cui, a mio giudizio, ciascuno deriva dall'altro...>.
Polemarco bisbigliò ad Adimanto: < Ce lo lasceremo scappare, o faremo qualcosa? >.
Socrate: < Che cos'è che a nessun costo non vorreste lasciarvi scappare? >.
4) Polemarco :<Te >.
Socrate: < E per quale ragione proprio io? >.
Adimanto: < Credevi davvero di aver liquidato il problema, quando accennavi di sfuggita che gli amici devono avere in comune donne e bambini? >.
Socrate: < E non avevo forse ragione, Adimanto? >.
Adimanto: < Sì, certo, avrai pure detto il vero, ma il ragionamento che fai devi dargli il senso di comunanza e solidarietà: come si educano, di come crescerli sia donne che bambini di cui tratti.
Un problema grave, anzi, di tale importanza per lo Stato. Ora siccome hai l'intenzione d'innovare
la costituzione, devi ampiamente esaurire prima il tema delle donne...>.
Glaucone: < Ci sono anch'io a condividere questo voto >.
Trasimaco: < Non temere!. E tu, Socrate, tieni conto che tutti noi abbiamo su questo punto la medesima opinione >.
Socrate: < Che cosa vi è saltato in mente di mettermi così alle strette!
Andare a rimestare un discorso assai vasto sulla costituzione dello Stato, ricominciando da zero...>.
Trasimaco: < Che vai dicendo! Credi forse che costoro siano venuti fin qui per colar oro, invece che per sentirti ragionare...>.
Socrate: < Certo che no! Ma a tutto c'è un limite >.
Glaucone: < Per uno che ha saggezza, il limite per ascoltarti è la vita intera.
Dunque, non badare a noi, esponi il tuo punto di vista alle nostre domande; che intendi, quando parli dei nostri Custodi, che condividano donne, beni, e l'educazione dei figli nel periodo fra la nascita e l'età scolastica? >.
Socrate: < Beati voi, non è facile spiegarlo, è un argomento ostico, ancor più di quelli finora trattati; e pur concesso che lo si creda realizzabile, corro il rischio che non lo riterrete il migliore, anzi una pia illusione >.
Glaucone: < Non esitare, il tuo uditorio non è fatto di incompetenti, né di uomini in mala fede e neppure di gente prevenuta >.
Socrate: < Ottimo amico! Quando uno non è del tutto certo di ciò che dice ed è ancora alla ricerca di verità, rischia di risultare azzardato, ma l'amica Riflente che sempre mi aiuta, non mi farà correre il rischio di mettervi in errore. Il rischio vale la pena di correrlo in compagnia di nemici! >.
Glaucone: < Suvvia, Socrate, se anche finissimo nei guai per il tuo discorso, ritieniti da noi assolto dal reato di omicidio, non voluto, non colpevole d'averci ingannato. Fatti animo e parla >.
Socrate < Ma certo, come recita la legge, chi va assolto è riconosciuto senza colpa; e se questo vale in quel contesto, probabilmente vale anche nel nostro caso >.
Glaucone < E dunque, parla! >.
LE FUNZIONI E L'EDUCAZIONE DELLE DONNE DEI CUSTODI SARANNO SIMILI A QUELLE DEGLI UOMINI
5) Socrate: < A mio parere, per uomini di natura e formazione simile a quella che abbiamo descritto, non c'è altro modo corretto per aver figli e donne che seguire la stessa via iniziale, quando considerammo gli uomini alla stregua dei Custodi del gregge >.
Glaucone: <Sì >.
Socrate: < Continuiamo su questa linea, e attribuiamo loro un modo simile di generare e crescere i figli, e verifichiamo se sia conveniente, oppure no >.
Glaucone: < E come? >.
Socrate: < Non è forse vero che le femmine dei cani da guardia devono collaborare a sorvegliare il branco, così come fanno i maschi, e andare a caccia con essi, e fare tutto insieme? Oppure, devono starsene relegate in casa, escluse da ogni attività, per il solo fatto di aver partorito dei cuccioli e di averli svezzati, lasciando che tutta la fatica della cura del branco pesi sulle spalle dei maschi? >.
Glaucone: < Deve essere tutto in comune, purché si tenga conto delle funzioni a cui le disponiamo, e alla loro costituzione più fragile, mentre quella degli uomini è più vigorosa >.
Socrate: < Dunque, si può adibire un certo animale alle stesse funzioni di un altro e, poi non fornirgli il medesimo cibo e la medesima preparazione? >.
Glaucone: <No, non è possibile! >.
.
Socrate: < Tuttavia, se usiamo uomini e donne per le medesime funzioni, dovranno godere della medesima educazione >.
Glaucone: < Certamente >.
Socrate: < E che agli uomini siano date lezioni di musica e di ginnastica?>.
Glaucone: <Sì >.
Socrate: < E dunque anche alle donne si dovranno impartire lezioni di queste due discipline e anche l'arte militare, dal momento che s'intende destinarle agli stessi compiti >.
Glaucone: < Stando alle premesse che hai esposto è naturale >.
Socrate: < Forse, però, trattandosi di usanze inconsuete, se si mettessero in pratica alla lettera, susciterebbero il riso, almeno riguardo a molti degli aspetti finora esposti >.
Glaucone: < E non poco! >.
Socrate: < Vuoi vedere quale di queste cose ti sembrerà più di tutte ridicola?
Le donne nude, non solo quelle nel fiore degli anni, ma anche quelle già anziane, come i vecchi nei ginnasi che si appassionano all'educazione fisica, pur essendo pieni di rughe e non certo belli a vedersi >.
Glaucone: < Per Zeus! Oggi come oggi la cosa parrebbe davvero ridicola >.
6) Socrate: < Dunque, non dobbiamo far caso alle battute dei buontemponi per questa innovazione che coinvolge la ginnastica, la musica, e ancor più la pratica delle armi e la guida dei cavalli >.
Glaucone: < È giusto così >.
Socrate: < Ricordi che i Cretesi prima, e gli Spartani poi, introdussero l'uso nei ginnasi, così da mettere in ridicolo il fatto che gli uomini si mostrassero nudi, la cosa pareva dapprima vergognosa e goffa, ma poi ci si abitua...>.
Glaucone: < Sì, lo credo >.
IN CHE SENSO LA NATURA DELL'UOMO E DELLA DONNA È DIVERSA
Socrate: < Glaucone non abbiamo bisogno che qualcun altro ci confuti. Infatti, noi stessi nel momento in cui iniziamo a dare la costituzione alla Città, vivibile, Democratica, Sociale, Sferica, ognuno dà il meglio che gli è più congeniale, e i migliori, sia maschi che femmine sono scelti non per il censo, ma per la vocazione al compito a cui son chiamati a vantaggio di Tutti...>.
Glaucone: < Lo so bene. Fummo d'accordo, eccome! >.
Socrate: < Ebbene, non è forse vero che l'uomo e la donna per natura sono assolutamente diversi? Allora, cerchiamo di spiegare perché stessi compiti, debbano imputarsi a nature diverse...>.
Glaucone: < Così, su due piedi, non mi riesce facile, ma ti prego, ora e anche in seguito, di farti interprete pure del nostro punto di vista, quale che sia >.
Socrate: < Vedi Glaucone, erano proprio queste e molte altre obiezioni che mi limitavano nel dover legiferare sul senso del possesso delle donne e la crescita dei bambini >.
Glaucone: < Per Zeus! Non sembra proprio un argomento semplice >.
Socrate: < Coraggio, cerchiamo di trovare una spiegazione...
Siamo d'accordo sul fatto che a nature diverse spettano funzioni diverse, e altra è la natura dell'uomo, altra quella della donna?. Eppure ora veniamo a sostenere che queste nature diverse devono svolgere gli stessi compiti. Non è forse questo il punto contestato? >.
Glaucone: < Esattamente >.
Socrate: < Non c'è che dire, Glaucone, è davvero sorprendente l'efficacia della tecnica antilogica >.
Glaucone: < Perché? >.
Socrate. < Perché mi sembra che nella rete caschino in molti, convinti di discutere, ma che non fanno altro che cavillare; sono filosofacc o sofisti. Giocano con l'eristica a parole e non usano la dialettica (Riflente) >.
Glaucone: < Non è un caso raro, ma non vorrei che adesso finisse con l'essere anche il nostro >.
Socrate: < Eppure è così. Rischiamo anche noi di essere presi nella rete dell'antilogia >.
Glaucone: < E come? >.
7) Socrate: < Certo se uno non è uguale all'altro, non fa le stesse cose dell'altro ? Glaucone, ma non abbiamo definito di quale specie fosse l'uguaglianza o la diversità di natura? >.
Glaucone: <. È vero, non l'abbiamo considerato >.
Socrate: < Prima dicevamo che i medici hanno tutti la stessa natura. O non ne convieni? >.
Glaucone: < Ne convengo >.
Socrate: < E un medico l'ha diversa da un fabbro? >.
Glaucone: <Assolutamente >.
Socrate: < E allora risulterà che gli uomini e le donne sono diversi in rapporto a una certa professione e che in base a ciò noi gli attribuiremo il lavoro più consono. Ma se la diversità si dovesse ridurre al fatto che la donna partorisce mentre l'uomo la feconda, continueremo a credere che i nostri Custodi e le loro donne possano attendere ai medesimi compiti? >.
Glaucone: < E con tutte le ragioni del caso >.
Socrate: < Dopo quanto si è affermato, non ci resta che invitare chi sostiene il contrario, e che questi ci spieghi, in relazione a quale arte o quale professione di rilevanza sociale, la donna non è uguale all'uomo >.
Glaucone: < Giusto >.
Socrate: < Allora se uno è predisposto in un certo senso ed un altro no. Il fatto è che per l'uno il corpo è strumento della mente e per l'altro il corpo troverà nella “Sfera Madre”, al servizio della Riflente il lavoro che gli è più congeniale>.
Glaucone: < Hai ragione! Oserei dire che in qualsiasi campo, un sesso eccelle sull'altro se usa la Riflente; in tal modo ognuno si collocherà al posto giusto a beneficio di Tutti >.
Socrate: < Allora, caro amico, non c'è alcuna pubblica funzione riservata alla donna quanto donna e così per l'uomo, ma fra i due sessi la natura ha distribuito equamente le attitudini, cosicché la donna può svolgere tutti gli stessi compiti che svolge l'uomo, solo che la donna si rivela meno forte dell'uomo >.
Glaucone: < Sicuramente >.
segue