WILLIAM SHAKESPEARE – SONETTI – 1564/1616.

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

WILLIAM SHAKESPEARE – SONETTI – 1564/1616.

 

Dalle creature più belle noi desideriamo discendenza.

 

Muoviti a pietà del mondo, altrimenti sarai così ingordo da non vivere.

 

Usuraio perché pensi solo al soldo da non vivere.

 

Dicono di più coloro cui piacciono le belle frasi: io non farò le lodi di ciò che non voglio vendere.

 

Felice me dunque che amo e sono riamato, il che né io né altri può mutare.

 

… le lacrime che il tuo amor versa sono perle preziose e riscattano qualunque mala azione.

 

Sii tu la decima musa, dieci volte più degna di quelle nove che i rimatori invocano.

 

I giorni son notti alla mia vista finché non ti vedo, e le notti son giorni luminosi quando ti sogno.

 

Sei tu, altro me stesso, che lodo in vece mia, colorando la mia senilità con la bellezza della tua età.

 

Addio! Tu sei troppo prezioso perché io possa possederti, tu sai quel che vali.

 

Ma qual è la felicità che non conosca nubi? Tu potresti tradirmi, ed io non saperlo!

 

Oh! come somiglierebbe al pomo d'Eva la tua beltà, se la tua fine virtù non rispondesse al tuo viso!

 

Bellezza, bontà e virtù hanno spesso vissuto ciascuna da sé, mai finora abitano in una sola persona.

 

… in quest'ampio mondo in cui tu solo esisti, o mia rosa; in esso tu sei il mio tutto.

 

... io giuro, ed è un giuramento che sempre manterrò: io sarò fedele, a dispetto di te e della tua falce.

 

Gli occhi della mia donna non son paragonabili al sole; il corallo è assai più rosso delle sue labbra.

 

Tu sei tiranna per la tua bellezza, tu sai bene che per me sei il gioiello più bello e prezioso!

 

Ama di me almeno il nome, e amalo sempre, perché il mio nome è Will (desiderio).

 

 

Due amori nutro in cuore, mia consolazione l'uno, mia disperazione l'altro, i quali al pari di due angeli mi stanno continuamente intorno a consigliarmi: il mio angelo buono è un uomo veramente bello, il mio angelo cattivo è una donna di mal colore...

 

Lorenzo Pontiggia

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