Rivisto:Libro: GOMORRA – Roberto Saviano-

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

Libro: GOMORRA – Roberto Saviano-
Siamo nel 2006 tra Napoli/Caserta…
-Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave-.
Invasione cinese alla conquista dei mercati commerciali…
Radiografia delle formiche sfuggenti alle maglie doganali…
Implosione della camorra…
Angelina Jolie e il vestito di raso bianco nella notte degli Oscar; l’autore Pasquale invece d’essere felice e d’aver voglia di cambiare è rabbioso da tagliarsi i “viveri”…
I morti tra bande dedite non solo allo spaccio è una piovra con tanti tentacoli, ma sfama la famiglia di chi cade sotto le altre mafie…
I ragazzi dodicenni sognano d’essere arruolati e già pronti al sacrificio, il motto che vige: scalare il potere velocemente per avere moto, macchine, donne, soldi, linee di negozi e soprattutto d’essere riveriti, per questo vale la pena di correre il rischio d’essere uccisi, facendosi l’augurio di ricevere una pallottola in testa per morire velocemente…
Da capire che con il fondamentalismo religioso, nei paesi più poveri, i poveri si fanno saltare in aria, ma godono un giorno da leone… e la famiglia è ricompensata con denaro…

- Anna dopo l’uccisione del marito negli anni 70, inizialmente sfrutta l’aureola, da guadagnarsi il titolo di “vedova nera della camorra” .
Non fu soltanto vendicatrice, approfittò del ritardo culturale dei boss camorristi, per l’impunità riservata alle donne. Costruì una sorta di matriarcato della camorra. Le donne, centro di potere e gli uomini braccia armate…-.
La sua vice Immacolata fu uccisa nel 2004 (era senza scorta). Il ritardo culturale fu colmato!
I Kalashinkov, la Russia e i satelliti lì svendeva, la camorra li comprò per sé, e intuì l’affare d’oro ( il diopotere/dioguerra che gioca per speculare imponendo il gioco, paga pantalone, s’arricchiscono i fornitori d’armi), da sfruttare il filone internazionale anche con scambio di coca…
Il Cemento armato spazia anche fuori del territorio, acquisiscono immobili, azioni, cementifici, imprese edili, cave di sabbia, terreni x mondezza, usura, droga, un impero in continua espansione, gestito da manager killer, d’arrivare a quantificare il giro d’affari di tutti i gruppi italiani del malaffare (Vauro) supera il 50%…
-Per concludere: i boss non hanno avuto nessun tipo di remora a foderare di veleni i propri paesi, a lasciar marcire le loro terre che circoscrivono le proprie ville e i propri domini…
Il territorio è ingolfato di spazzatura, e sembra impossibile trovare soluzione-.

(Circa trentanni fa con mia moglie Mary, andai a Nola, a trovare dei giovani finanzieri conosciuti ad Erba, poi ad Acerra dall’amico Vescovo Don A. Riboldi.
Mi ricordo l’olezzo e la visione di mucchi d’immondezza giacenti su terreni agricoli…)

Finale del libro:
- Avevo voglia di urlare, volevo gridare, volevo stracciarmi i polmoni, come Papillon, con tutta la forza dello stomaco, spaccandomi la trachea, con tutta la voce che la gola poteva ancora pompare: .

Tiro le somme:
Roberto Saviano scrive Gomorra per l’AMORE verso il mondo in cui è nato, ma guardando alla Globalizzazione, la quale riproduce su scala macroscopica la stessa situazione per speculazione di casta, si può affermare che continuando così l’intera società non può sfuggire al suicidio…
Il giovane si ribella al andazzo, si sfoga per prender fiato scrivendo: “Gomorra”, un urlo di speranza: salvare la Madre Terra,la Madre di tutti, non escludendo il proprio Dono, per essere concime, biologia, energia (perché nulla si disperde e nulla si ricrea: Talete VII-VI a.C.)…

Dal libro colgo i due passi importanti del personaggio: Roberto Saviano

- Mi venne d’improvviso in mente l’odore mischiato di salsedine e polvere, di cemento e spazzatura. Un odore umido.
Mi ricordai di quando avevo dodici anni sulla spiaggia di Pineta mare. Mio padre venne nella mia stanza, mi ero appena svegliato. Forse di domenica:
Mi portò al Villaggio Coppola, sul litorale domizio. La spiaggia era una miniera abbandonata di utensili divorati dalla salsedine e avvolti in croste di calce.
Mio padre passeggiava cercando i bersagli, preferiva le bottiglie. Mise le bottiglie sul tetto di una delle tante auto scheletro bruciate.
La B 92 Fs di mio padre me la ricordo ancora, era conosciuta come la  M9.
Mio padre mi mise in mano la Beretta, indicandomi come togliere la sicura, armare la pistola, stendere il braccio, chiudere l’occhio destro se il bersaglio era a sinistra e puntare.
.
Quando centrai finalmente il primo bersaglio della mia vita, provai una sensazione mista di orgoglio e senso di colpa.
Ero stato capace di sparare, finalmente ero capace. Nessuno poteva più farmi del male.
Mio padre s’allontanò verso la macchina, e di lì a poco ritorno con un pallone di cuoio con l’effige di Maradona. Il premio per la mira.
Era soddisfatto! Facemmo la solita cantilena, il suo catechismo:


<Bravo. Cos'è un uomo con la laurea senza pistola?>
<Non è un uomo!>

<Bravo, Cos'è un uomo con la laurea e con la pistola?>
< Un uomo!>

<Bravo, Robertino!>

Non rispondevo. Non riuscivo mai a capire cosa volesse realmente dimostrarmi.
Così mi sono laureato in filosofia per non decidere al posto di nessuno-.


- Mio padre negli anni 80 fece servizio da giovane medico nelle ambulanze. Una chiamata arrivò da Giugliano, il ragazzo aveva 18 anni o forse meno, era ferito al torace, una costola aveva deviato il colpo. Rantolava, urlava,perdeva sangue. Mio padre lo caricò. Gli infermieri erano terrorizzati. Tentarono di dissuaderlo. I killer erano stati disturbati da qualche pattuglia, ma sarebbero ritornati. Gli infermieri: .
Mio padre davanti ad un ragazzo così giovane, lo caricò, lo portò al ospedale e fu salvato.
La notte, i killer che non avevano centrato il bersaglio come si doveva, andarono a casa sua e lo picchiarono a sangue, e per almeno due mesi non si fece vedere in giro, per quattro non riusci a guardare in faccia nessuno. Mi fu raccontata tante volte la storia era come se ci fossi (abitavo con mia madre).-
 

Cari lettori:
la filosofia apre finestre sul mondo, la si conosce e si vive con la Riflente (riflessione/mente), per capire e migliorare la condizione umana, e se i preposti l’adoperassero estrapolerebbero da buoni chirurghi i tumori che ci portiamo addosso, il tutto rivisto analizzato in purezza Riflessiva, Riflettente intuitiva, Veritativa, Identificativa per ricostruire un tessuto sociale allo sfascio, alla merce di tarli, topi, vampiri, coccodrilli, leoni, elefanti…

Saviano vive a fatica in un ambiente non consone alla sua sensibilità, né si vende né si brucia e non fa fumo, apprende, sposa la Riflente, l’alito di vita che si realizza nella Polis, dove tutti partecipano dando il meglio in comunione, ma che può fare per realizzarsi per essere utile al suo paese? La scuola di filosofia gli torna utile, decide di scrivere “Gomorra”, denunciare la situazione incancrenita nei gangli della istituzione che fa solo del politichese, gattopardismo o loschi affari a danno dell’Umanità!

Roberto va contro corrente, disubbidisce alle regole del lasciar perdere, di non interessarsi di fatti altrui, in lui c’è la filosofia della stradascuola, che insegna a ribellarsi alle regole dettate dalla riflessione speculativa a danno della comunità per interessi di pochi.

Robbé tramite il libro “Gomorra”, rompe la rete fognaria per far conoscere al opinione pubblica (che crede di sapere ma non sa) in che acque limacciose si trova, e che non impegnandosi, tutti siamo correi dell’acqua inquinata che va al mare, centro di vita che sta esalando…

Roberto, nel suo attimo di vita nel cosmo, intende non deludere se stesso e di riflesso non delude il prossimo, cerca di rompere a suo modo la catena dell’omertà, che perpendicolarmente arriva nel gota del potere occulto, con un grido di Vita che alimenta il Lume della Storia o catena d’AMORE, da far invidia perfino a chi comanda nella torre d’avorio, gridando che l’avere non dà soddisfazione, Pace!
Gli urla di smetterla di divertirsi sfruttando gli schiavi moderni, e se si vuol guarire dalla sottile emicrania dell’invidia per mancanza d’AMORE, si smetta d’irrorare i mali di Pandora, ben sapendo che le conquiste sulla pelle dei propri simili sono da gambero, e chi ha il cuore indurito, può cambiarlo con uno di plastica? E che ci guadagna…
Non faccia l’avaro, usi la Riflente, si tolga il senso di colpa, di paura, d’ansia cominciando una nuova Vita non di piovra ma d’uomo!

Robertino corre i rischi per realizzarsi uomo, gira a testa alta non ha nulla da nascondere, affronta la realtà per dare una svolta al suo Paese, al suo ambiente nel segno di Socrate, il tafano che rompe, che fa il suo dovere nel modellare il futuro Umano!

Lorenzo Pontiggia
il Poeta marylory

Commenta il post