ORGOGLIO E PREVENZIONE-PREGIUDIZI * JANE AUSTEN

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 

ORGOGLIO E PREVENZIONE-PREGIUDIZI * JANE AUSTEN

 

 

 

 

- < Non vorrei essere corriva nel criticare; ma pure dico sempre quello che penso. Ma forse ne indovino la ragione. Dicono ch'è divorato dall'orgoglio...>

< L'orgoglio >osservò Maria che si piccava di sentenziosità < credo che sia un difetto molto comune. Si può essere orgogliosi senza essere vanitosi... La vanità a quella che si vorrebbe che gli altri avessero di noi > -

- Elisabetta < Vorrei sapere chi fu il primo che scopri l'efficacia della poesia per scacciare l'amore! >
< Io invece considero la poesia nutrimento dell'amore > disse Darcy...
Betta < Credo di non mettere mai in ridicolo quello che è saggio e buono.> -

- < … ha nome d'essere molto intelligente e abile, ma credo che le sue supposte qualità derivino parte del suo rango e della sua ricchezza.... > disse Wickham -


- Darcy: < … desidererei signorina che in questo momento non si mettesse a fissare un abbozzo al mio carattere, poiché c'è da temere che l'esecuzione non riuscirebbe ad onore né del ritratto né della ritrattista....> -


- Bettina: < … più conosco il mondo, più ne sono scontenta; ogni giorno conferma la mia opinione sull'incoerenza di tutti i caratteri umani... Non devi, per amore di una persona sola, cambiare il significato universale delle cose né cercar di persuadere te o me che la gretteria è prudenza e l'incoscienza del pericolo una garanzia di felicità...> -

-…< Ho lottato invano. Non ci riesco. Non posso reprimere il mio sentimento. Deve permettermi di dirle con quanta passione la ammiro e la amo.>
Lo stupore di Elisabetta passò ogni limite. Stralunò, arrossì, rimase dubitosa e tacque.
< … potrei chiedere perché le è piaciuto, con intenzione così palese d'offendermi e di insultarmi...> Esclamò < Fossi stata innamorata, non avrei potuto essere più stupidamente cieca. La vanità e non l'amore è stata la mia follia. > -


...dove mancano i divertimenti migliori, il vero filosofo approfitta di quelli che passa il convento ed è felice...

 

- < Il primo voto del mio cuore > disse dentro di sé Elisa < è di non ritrovarmi mai più con uno dei due. La loro compagnia non può dar piacere che compensi un'amarezza come questa. Possa non rivederli mai più né uno né l'altro! >

Dopo aver gustato scorrevolmente la fresca lettura di questa scrittrice, cercando nelle note, mi trovo di fronte all'età dell'autrice, 21 anni, e alla data di stesura del romanzo, 1796/7, da farle tanti complimenti...

Pontiggia Lorenzo

il Poeta marylory

 

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[QUOTE=Indigowitch;60413][FONT="Century Gothic"][SIZE="2"][COLOR="Blue"]Delizioso romanzo, un classico.

Insopportabile la figura della signora Bennett, la madre di Liz e delle altre fanciulle...Una donna ignorante e gretta, mamma mia!

La zia di Darcy, poi, un altro pallone gonfiato, perfetto emblema di chi apparteneva a una classe sociale privilegiata e credeva di poter calpestare senza ritegno chiunque non ne facesse parte.

Adorabile l'arguzia e l'intelligenza di Liz, anche se, come tutte le persone sveglie e intelligenti, commette errori di giudizio spesso madornali.

Mi colpì molto, quando lo lessi, la lingua.

In quel periodo storico scriveva poesie Alexander Pope, per me verboso e scocciante, e scriveva prosa una come la Austen, così limpida e nitida nella costruzione del periodo, leggibilissima anche per chi non è una cima in inglese.

E mi colpì molto il personaggio di Darcy.

Malgrado la sua supponenza iniziale si riscatta completamente con dei gesti di cavalleria davvero notevoli e per nulla fatui.

Va bene che i temi dello zitellaggio, della 'fuga d'amore' e del matrimonio riparatore sono completamente démodé oggi, ma, contestualizzata la storia, si capisce appieno la portata del personaggio di Darcy.[/COLOR][/SIZE][/FONT][/QUOTE]

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Ciao Indy...

 

Sembra che il modo mio di presentare i libri piace ai lettori nel cogliere dal mio punto di vista l'essenziale del romanzo.

Lasciando al lettore di scoprire la trama e giudicare i protagonisti...

Ognuno è se stesso, e il tuo apporto è calzante e ti ringrazio...

 

Lorenzo

 

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