LA QUESTIONE MERIDIONALE - il lavoro storico – ALESSANDRO COLETTI ( II parte )

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

 LA QUESTIONE MERIDIONALE - il lavoro storico – ALESSANDRO COLETTI ( II parte )
                                                                                                                                                                                Lo scotto da pagare per la fortunosa e frettolosa unificazione nazionale fu in buona parte costituito dalle ribellioni e dai tumulti nelle province meridionali...
Una plebe vessata e sfruttata, prigioniera del sottosviluppo economico, analfabeta, fortemente influenzata dal clero filoborbonico, non era in condizione di capire e comprendere, e tanto meno condividere, le istanze liberali e nazionali che muovevano i patrioti del Nord.
Ma senza l'appoggio di questa massa tumultuosa difficilmente l'impresa di Garibaldi nel Sud avrebbe conosciuto il successo  che le arrise. Ma il sogno è di breve durata ché presto, conclusasi l'alleanza con i proprietari terrieri locali, saranno i garibaldini stessi a reprimere severamente il moto insurrezionale contadino, scatenatosi in eccidi e occupazioni di terre. Vengono aboliti i decreti a favore del popolo ed è sciolto d'autorità l'esercito dei volontari meridionali.

 

 La disillusione è grande, la reazione immediata: abbandonati i piemontesi, i contadini del Sud tornano ad abbracciare la causa della dinastia borbonica, perché intervenga ad eliminare i soprusi attuali.                                                                                 

<Non più viva Garibaldi> per le vie e nelle piazze, ma <viva re Francesco>.

 

Diretta conseguenza di questo sanguinoso periodo fu l'acuirsi della reciproca diffidenza tra le < due Italie >.

Così la Sicilia sarà teatro di periodiche esplosioni di malcontento popolare, spesso abilmente manovrato da clericali e borbonici, contro i rappresentanti dell'autorità governativa.

 

La sola miseria forse non sortirebbe effetti perniciosi se non fosse congiunta ad altri mali che la infausta signoria dei Borboni creò ed ha lasciato nelle province napolitane...

 

Segue la terza parte
Lorenzo Pontiggia

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