(II) BABELE - VOLTAIRE dal DIZIONARIO FILOSOFICO (RIZZOLI).

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

(II) BABELE - VOLTAIRE dal DIZIONARIO FILOSOFICO (RIZZOLI).

Babele significava, presso gli orientali, <Dio padre> <la potenza di Dio>, <la porta di Dio> a seconda come si pronunciava questo nome.                                                                                                

 Perciò Babilonia fu la città di Dio, la città santa. Ogni capitale di uno Stato era la città di Dio, la città santa. I greci le chiamarono tutte Ierapoli e ce ne furono più di trenta con questo nome.                                                                                                                La torre di Babele significava dunque < la torre del padre Dio>.

Lo storico Flavio Giuseppe dice, in verità che Babele significava <confusione>. Calmet, in ciò preceduto da altri, dice che Bilba, in caldeo, significa confusa...                                                                                                                                                                                  Rabelais, sostiene che Parigi fu chiamata un tempo Lutezia a causa delle bianche cosce delle dame  (Strabone dice che prima si chiamava Leucezia, lib. IV)...


La Genesi parla degli stati fondati dai figli di Noè...

La Vulgata( trad. della lettura della Bibbia) colloca il diluvio nell'anno del mondo 1656 e la costruzione della torre di Babele viene situata nel 1771, ossia centoquindici anni dopo la distruzione del genere umano e durante la vita stessa di Noè.
Ma c'è ben più: Abramo era nato, secondo la Bibbia, circa quattrocento anni dopo il diluvio; e già si vedeva una serie di re potentiin Egitto e in Asia...


Questa storia della confusione delle lingue non ci sono indizi in nessun libro, quanto i nomi di Noè, di Matusalemme, di Caino, di Abele, di Adamo e di Eva.  

                                                                                                

Erodoto, che aveva tanto viaggiato, non parla di né di Noè,né di Sem, né di Reu, né di Salah, né di Nembrod. Il nome di Nembrod è ignoto all'intera antichità profana: solo taluni Arabi e taluni Persiani moderni hanno fatto menzione di Nembrod falsificando i libri degli ebrei...
Quando non si conoscono né lo spirito umano né i costumi delle nazioni; quando si ha la sfortuna di essersi limitati a fare un centone di passi di autori antichi, quasi tutti in contraddizione fra loro, occorre presentare la propria opinione con modestia; è necessario saper dubitare, scuotersi di dosso la polvere dell'accademismo e non esprimersi mai con un impudenza oltraggiosa...


Per concludere l'impero romano ha prodotto più confusione e più lingue nuove della caduta della torre di Babele...-

 

Lorenzo Pontiggia

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