Giovanni Melchiorreha a Lorenzo Pontiggia

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

Giovanni Melchiorreha a Lorenzo Pontiggia
15 ore fa
Eurofallimento
7 agosto 2013 alle ore 5.37
Imperia, 31/7/2013

SignorP residente del Consiglio,
C/o AREL . P.za S.Andrea della Valle - ROMA

per conoscenza
Signor Presidente della Repubblica,
Piazza del Quirinale- 41 ROMA

Alla StampaNazionale

Un popolo che mangia, che ha un rifugio per la sua gente, che si riscalda, che sa e può decidere il proprio futuro non può temere per la sopravvivenza e “vivrà” senza paure.
Un paese che offre queste garanzie è un paese che sarà sempre grande.

Ma queste garanzie è lo Stato che deve costruirle, senza affidarsi all'usura internazionale.

Gli accordi economici sono unacosa grande quando sono accordi di un popolo assunti consapevolmente e nelraggiungimento di un bene comune.
Ma un popolo non è solo una somma di individui che prescinde da qualsiasi considerazione, un popolo è invece la somma di individui e di benefici comuni; sicuramente non di scelte speculative.
Non si può, non porterà a nessun risultato continuare nell'illusione che ridurre i diritti (quei diritti, badi bene acquisiti con il lavoro e l'ingegno della gente) condurrà alla fine delle sofferenze del nostro paese.
Forse, invece, alla fine delle vite dei suoi operatori, della sua gente.
Troppe vite, ormai!
E tutto questo per un sogno di grandezza e di potenza.
Ma grandezza e potenza di chi o di cosa?
Vorrei che mi si spiegasse questo interrogativo. Ma so già che questa spiegazione è meglio non darmela.
Ed è meglio non darla ai 60milioni di Italiani.
Forse, però, è il caso che lei e chi le succederà nel compito di governarci cominciate a rendervi conto che il sogno di “un popolo unito nelle libertà” nato dalla fatica di quanti pagarono duramente, quel sogno vagheggiato dai nostri “Padri costituenti” non coincide con il successivo sogno di Andreatta con il suo “regalo” della sovranità monetaria alle banche private, di quel Ciampi responsabile del famoso venerdì nero, o di Prodi con le sue dismissioni dei nostri gioielli di stato, o ancora con quello di Monti e la sua iniqua politica del “siate” rigorosi ché altrimenti le banche falliscono, non coincide neppure con gli appalti pubblici allegri regalati agli amici degli amici (magari d’oltralpe), né con le segreterie dei partiti abbagliate da rimborsi elettorali con i quali poter realizzare infiniti intrallazzi, o con la loro infinita presunzione di infallibilità, né con il dissesto inflittoci da tutti coloro che hanno perseguito l'azione demolitrice del nostro (ribadisco il nostro, non il loro)lavoro e sudore.
Questi non sono gli Italiani!
Questi sono stati semplicemente sfruttatori del popolo italiano e complici della demolizione.
Gli Italiani (quelli veri) non sono mai stati, come gli attuali demagoghi montiani, casiniani, brunettiani, e via di seguito amano raccontare (sapendo di mentire spudoratamente) “pigri,avidi, spreconi e sfaticati”.
Gli Italiani che “lavora(va)no”hanno saputo, finché gli è stato concesso, creare il Made in Italy; hanno saputo produrre, con la vituperata e disprezzata lira, quel miracolo economico che ci ha fatto risorgere velocemente dalla tragedia della guerra, finché una scellerata voglia di finanzieri e di collusi non ha loro impedito di poter proseguire nella realizzazione del successo di questo nostro paese.
Successo che era stato possibile grazie a lavoratori che si sentivano appagati e che ha cominciato a svanire quandosi è iniziato a smantellare il nostro sistema di tutela dei diritti.
Si è denunciata come causa una stagione di scioperi.
Ma forse essa è stata l'unica cosa che, fino al tradimento perpetrato dai sindacati, ha garantito un benessere diffuso anziché una ricchezza accentrata ed accaparrata dalla speculazione.
Si è affermato che il nostro è un paese troppo coinvolto con una struttura di mafie, facendo finta di non sapere quale è stata l'intuizione di uomini come Chinnici, Falcone e Borsellino,Impastato, ... uccisi perchè volevano diffondere la consapevolezza che queste “mafie” null'altro sono se non il potere finanziario costituito (fondazioni, cartelli assicurativi, titoli di investimento privato garantiti da coperture fasulle...) che ha consentito il riciclaggio,la fuga nei paradisi fiscali, le bolle speculative, una economia finanziaria corrotta e subalterna, la collusione del voto di scambio…
Potere che, oltretutto, ha preteso di trasformare le proprie speculazioni fallimentari in “debito publico” ben sapendo che con la perdita della sovranità monetaria, tale debito pubblico diventava irrisolvibile. Ben sapendo, anche, che la pretesa insolvenza del sistema bancario serviva a coprire la menzogna che “ciascuno di noi ha assunto un debito inestinguibile nei confronti della successiva generazione”.
Ma forse è proprio questo che si voleva per potersi appropriare anche di quei beni di cui i cittadini erano proprietari legittimi e che altrimenti sarebbero stati irraggiungibili.
La ricchezza che abbiamo saputo costruire ce la siamo sudata e ripagata, non ci è stata regalata né dallo stato né alla generazione successiva (e per la quale abbiamo creato tale ricchezza).
Nessuno è autorizzato a togliercela!.

Ma coloro chevogliono ignorare queste verità non sono Italiani nel cuore!
Troppo spesso nonlo sono neppure nella loro appartenenza anagrafica.

È inutile, è ora che facciamo il conto di quali sono state le scelte ed i tradimenti perpetrati contro la nostra Costituzione, di quella Costituzione che solo il popolo Italiano aveva il diritto di modificare.
Stranamente tutte le norme che l’hanno stravolta non erano mai comprese nelle dichiarazioni elettorali diqualsiasi partito politico; venivano elaborate solo dopo aver “conquistato” le poltrone.
È ora che ci rendiamo,finalmente, consapevoli che l'idea di un'Europa solidale non ha rispettato le aspettative del sogno di De Gasperi, Einaudi, Carli, Mattei ...

Non ha rispettato e soprattutto non intenderispettare!

È ora di raccontare, finalmente le verità a partire dalla strage di Pian della Portella, da Ustica, dalla Banca dell'Agricoltura, dall'Italicus, dalla strage di Bologna, dal coinvolgimento dei servizi nelle stragi, dall’aver sempre subito (senza mai uno scatto di dignità) i soprusi sul nostro territorio delle forze NATO, dall'esecuzione di Aldo Moro… È ora di raccontare di tutti i depistaggi e di tutte le false verità; e del loro perché…e potrei continuare all’infinito.
Di quale prova ancora abbiamo bisogno prima di rendercene conto?
Quest'Europa (che registro conl'iniziale maiuscola solo per rispetto della lingua Italiana che impone tale regola per i nomi propri) ha già prodotto suicidi e povertà alla pari delle guerre per la conquista del petrolio, delle quali, tra l'altro siamo stati(vedi Ilaria Alpi o la vicenda dell'uranio impoverito), anzi i partiti politici ed i governanti sono stati, nonostante la volontà popolare e nonostante la nostra Costituzione, tra i primi complici e delle quali continuiamo ad esserne colpevoli (vedi l'acquisto dei caccia bombardieri).
O sarà necessaria anche da noi la deriva violenta della gente che ha fame e che sta infiammando da troppo tempo i popoli oppressi; quella deriva che conosciamo fin troppo bene, (Grecia, Spagna,Palestina, Argentina, Egitto, Libia, Siria, Africa sub Sahariana, Somalia, Biafra, Corea, Vietnam... )?
Siete dei poveri illusi!
Se persiste nel voler ignorare questi temi anche lei è un illuso signor Presidente!
Si, illuso! Perché se crede veramente che chi ha manovrato così abilmente per concedere ai giochi finanziari il diritto di disporre ogni cosa lo abbia fatto per il bene della Comunità molto presto dovrà rendersi conto che ci hanno chiuso ogni via di fuga verso la salvezza.
Abbiamo ridotto sul lastrico i migliori lavoratori del mondo, ma il delitto peggiore sa qual è? È che non vi rendete conto che “oltre quel limite”la gente non può, nonostante qualsiasi considerazione possiate o vogliate fare,ripeto non può più sopportare.
Credo che si sia sfidata con troppa leggerezza la sorte!
Forse è il caso di cominciare apensare di rifiutare questa logica suicida; rimetterci in sesto tornando adessere, finalmente e pienamente, ITALIA con la sua politica economicalibera da imposizioni e con la sua piena sovranità.
Ma quale è la paura che incombe nei confronti di un regime monetario flessibile dal momento che uno Stato sovrano ha, comunque, la possibilità e la facoltà di garantire a tutti dignità,la sopravvivenza ed anche il benessere?
Ed ha anche, non dimentichiamolo,la possibilità e la facoltà di controllare e condurre lo stato di salute della nostra moneta e della nostra economia.
Non è forse vero che tutte le svalutazioni trascorse dalla Lira hanno sempre contribuito a riallineare le esportazioni ed a ridurre le importazioni di tutti quei beni che noi siamo in grado di produrre da soli e meglio, o di quei beni di cui la gente non sentiva un bisogno così estremo?
E se è vero che una svalutazione(che non è mai inflazione quando le produzioni non vengono forzate verso mercati che non assorbono più l'offerta) ha l'effetto di aumentare il costo dei prodotti energetici e minerari che non possediamo è anche vero che questi sono gravati da accise talmente alte e pesanti che basterebbe eliminarle per riportare tali costi ad un livello competitivo).
Non è vero forse che, in uno stato con la sua sovranità monetaria, le imposte non sono mai state “necessarie”(senza timore di smentite) a finanziare la spesa di cui il paese ha necessità,ma il loro fine è fondamentalmente il mezzo per far accettare la propria moneta come mezzo universale di pagamento (senza di essa non possono essere pagate le tasse), e di conseguenza sono lo strumento principale per realizzare il raffreddamento di mercati troppo caldi, mentre di contro l'eliminazione o la riduzione di pesi fiscali è necessario per stimolare quei mercati dotati di possibilità emergenti?

Si ha paura di undefault?

Che sciocchezza!
È sufficiente eliminare gli abusie regolare il flusso degli investimenti verso beni “reali e... possibili”cioè beni richiesti perché indispensabili.

1) Senza voler a tutti i costi mantenere carrozzoni inutili che producono solo sperperi.
2) Senza volere ad ogni costo un progresso non necessario, a discapito di una crescita sostenibile.
3) Senza voler a tutti i costi essere i padroni del mondo, ma dichiarandoci soddisfatti nel nostro piccolo paese, della qualità edella bontà delle nostre merci, delle nostre abitudini e delle nostre eccellenze.
4) Senza volere a tutti i costi folli arricchimenti facili e fraudolenti.
5) È sufficiente eliminare norme farraginose che impediscono la libertà d'azione e la creatività imprenditoriale che ci contraddistingue.
6) È sufficiente esigere il rispetto di doveri di cui lo Stato deve renderci capaci di rispettare.
7) È sufficiente essere più giusti verso chi ha speso il suo duro lavoro, affinchè si possa camminare a fronte alta tra igrandi protagonisti della storia.
 È sufficiente impedire che la menzogna che lo Stato con la sua spesa sia un carrozzone inutile faccia breccia nelle nostre menti. È sufficiente che esso sia sempre un buon padre di famiglia e dia a tutti (imprenditori e lavoratori) il supporto necessario di strutture e di risorse, che abbia la possibilità di ricollocare lavoratori e imprenditori qualora la necessità porti a chiusure di attività economiche.
Affinché i padri non debbano vergognarsi con i loro figli di un delitto che non hanno mai commesso.
Affinché il furto commesso da ignobili speculatori non risulti essere il debito inestinguibile di padri verso il futuro dei loro figli.

Ascolti, per una volta e congiudizio critico ma sereno il parere dei tanti economisti che non sono al soldo del potere finanziario.
E lei, che economista lo è, sa bene che quanto affermano non è una stupida favola.
Lei sa bene che il “mercato sovrano” non può, non potrà mai essere il patto di convivenza tra uomini liberi e pari.
Lei sa fin troppo bene che questo“mercato che guida ogni nostro atto ed ogni nostro pensiero” è solo il potere dei forti contro gli umili.

Lei sa fin troppo bene che laComunità europea non permetterà mai un nostro risorgere, perché vorrebbe direche coloro che l’hanno plasmata in questo modo osceno hanno fallito.

Lei si dichiara cattolico, ma sa bene che non è questo ciò che insegnava Cristo.
Ci sollevi dal dubbio che lei non è “l’ingenuo succube” nei confronti di un potere finanziario straniero che sta così spudoratamente manipolando le nostre volontà e le vostre scelte, e dichiari la nostra voglia di essere protagonisti.
Abbia il coraggio e l’umiltà di discutere con le forze produttive del paese e soprattutto con la gente in difficoltà di queste cose e della loro “presunta” voglia di appartenenza;riscatti, finalmente, il nostro orgoglio di essere Italiani che sanno ben distinguere tra un futuro di fratellanza e un futuro di falsità e schiavitù all’ingordigia dei pochi.
Riprenda in mano la guida di un Ministero del Tesoro che adempie al dettato degli articoli 3 e 4 della nostra meravigliosa Costituzione svincolandolo dal patto iniquo di quest’€uro che non è quello che desideravamo, ma che ci è semplicemente stato imposto (senza neppure consultazioni popolari) da gravi menzogne politiche.
Oppure è un inutile cavillo non degno di discussione che il Regno Unito ha rifiutato tale patto?
Restituisca anche alle nostre banche la dignità di sentirsi parte della nostra Nazione e non serve di un'economia speculativa nord-europea che nulla ha da spartire con la civiltà.
Mi dia retta, faccia l'unica cosa che la gente le chiede e di cui ha estremo bisogno:
Ci restituisca la certezza che il lavoro sarà fonte di ricchezza per il nostro paese; senza che speculatori privi di scrupoli possano toglierci anche l'ultima libertà.
Ci restituisca la dignità e l'orgoglio della nostra moneta e delle nostre scelte e con esse il nostro futuro, “può anche darsi” un po' più povero ma non da stupidi e da servi,comunque più accettabile.
Dio non voglia che la gente debba immmagginare il proprio Presidente collocato dall’altra parte della barricata e che anche lui, come Ponzio Pilato, se ne voglia lavare le mani e preferisca salvare Barabba.

Cordialmente
Suo

Giovanni Melchiorre


Mi piace ·

Lorenzo Pontiggia

 

Letta, si presenta bene ma non ha la stoffa di superare neanche una minima parte dei tuoi principi...
La Politica deve scegliere uomini giusti e messi al posto giusto per attitudine, dopo aver superato i Test, e non arrivisti incapaci usati dalla speculazione affaristica che abbruttiscono l'umanità...

 

Grazie amico, il ripetere " La verità non fa male è il male che fa male!" è il principio del far lavorare la Riflente...

lorenzo pontiggia

Con tag Politica

Commenta il post