Giovanni Melchiorre ha pubblicato a Lorenzo Pontiggia

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

Giovanni Melchiorre ha pubblicato a Lorenzo Pontiggia

Io non sono laureato in economia come i nostri (o alcuni dei nostri) eccellenti amministratori pubblici.
Ma questa crisi irrisolvibile ha travolto anche la mia vita e mi ha costretto a pensare.
Ho letto tutto quanto esiste sulle attuali teorie in fatto di scelte economiche. Ho valutato, mi sono contraddetto, mi sono ricreduto più volte. Da autodidatta, lo ammetto!
Rivedere concetti e convinzioni, rivederle ancora fino allo svisceramento completo del problema mi è costato fatica e sofferenza. Perché ammettere di essere vissuto nella menzogna procura sofferenza.

Rispondo 
È vero anch'io soffro pensando alle persone che muoiono di fame, di malattie d'ogni genere paradossalmente create dall'arricchimento di pochi tramite i loro tirapiedi, da sentirmi impotente nella mia libertà di gridarlo al “mondo intero”.
Ho cominciato presto ad interessarmi e mettermi in gioco col prossimo nel dare sempre il meglio di me stesso dall'asilo, alle elementari, in terza in un “tema”ho fatto lacrimare di gioia la maestra Lucia Oliva, la quale disse: che avrei vinto il premio Fata Azzurra...
In quinta elementare 50/51 primeggiai al I corso di economia montana, spendendo soldi di quei pochi che giravano in una casa di un operaio per piantare alberi per salvare la montagna.
Finita le elementari subito al lavoro per imparare un mestiere... Fine agosto una sorpresa inaspettata, mamma Piera, disse, d'avermi iscritto alle commerciali... Al ritiro della pagella, il Preside Minotti disse: < Lorenzo t'ho regalato mezzo punto in matematica scritta>. Risposi: se fa la conta merito sei e mezzo e se vuole può rimandarmi con una materia, ma gli altri compagni di classe devono avere minimo due o più materie... Fummo promessi solo tre. 
In seconda commerciale fui bocciato per aver detto la verità all'insegnante di francese, e dal coro nessuna voce mi salvò.
Lorenzo qua Lorenzo là solo tutti mi volevano per sfruttarmi ed io ero sempre contento di essere utile al Prossimo tanto che mi sbocciò la Vocazione di farmi Prete per servire l'AMORE che sento nel dono a tutti...
Per una ghiandola linfatica ingrossata nel momento dello sviluppo giro tre Ospedali e mi danno per spacciato.
I miracoli non esistono, mi ha salvato una brocca d'acqua dalla febbre di cavallo che non mi lasciava da diversi giorni 41,7... 
Il Padre spirituale cerca d'iscrivermi al Seminario di San Pietro, SEVESO, MI, ma la segreteria essendo stato ammalato, rifiuta l'iscrizione non credendo alla guarigione che sembrava miracolosa, ma da lasciar passare minimo tre anni perché non volevano prendersi responsabilità... 
Al Padre spirituale Don Giuseppe Ottolo, dissi: allora sarò laico, senza fondamentalismi, ideologie, tessere e altro in mezzo agli uomini...
Nessuno mano mi aiutava, e non mi davano valore, anzi mi sfruttavano, ed io ero ero sempre felice e disponibile al Prossimo!

-A sentire certi paroloni: pareggio di bilancio, risparmio, spesa sotto controllo… sembravano quasi dei dogmi, cose talmente logiche che non potevano essere assolutamente contestate.
Eppure qualcosa non quadrava. Non poteva essere così!
Alla fine ho dovuto concludere che tali assiomi si basavano sul nulla, su una falsità.
Cerco di spiegare.
La moneta (perché di questo si tratta) non è un bene reale che esiste a prescindere dalla realtà sociale ed economica che la presuppone.
La moneta esiste perché esiste il lavoro e perché esiste la necessità di scambiare ciò che i singoli producono.
Esiste come esiste il litro, il chilo, l’ora ed i minuti.
È solo un metro per misurare la fatica che impieghiamo a creare i beni che poi consumiamo.
L’insieme dei beni prodotti forma la ricchezza di un popolo.
La ricchezza è prodotta dall’organizzazione delle forze lavorative.-

Rispondo:

Avendo la parola facile mi sentivo portato al lavoro di rappresentante...
Lessi sulla gazzetta rosa: <Cercasi abile venditore di elettrodi per saldare...>.
L'articolo lo conoscevo e lo usavo essendo apprendista fabbro e in quel periodo. Mamma Piera (“santa” Donna”), capì e mi lascio fare, divenni a solo 17 anni rappresentante con deposito in Erba della Fusarc, Viale Monza 274.

-Esistono due modelli di organizzazione:
- il modello democratico che consiste nella condivisione di desideri e di strutture comuni;
- il modello impositivo dove chi decide lo fa per un interesse specifico che non può identificarsi con il bene comune.
In questo consiste la differenza tra lo “Stato” ed il “Mercato”.
Lo stato siamo noi tutti con la nostra fatica, la nostra intelligenza, i nostri desideri.
Il mercato invece è solo il desiderio di una categoria che nega al resto del mondo ogni diritto ad auto-determinarsi.
Mi diirete: “Ma la corruzione del sistema statale…”?
Posso rispondere solo: “Ma la corruzione del sistema guidato dal mercato…”?
Penso che la corruzione pubblica esiste solo se a monte esiste la corruzione privata.
Chiarito questo rimane solo il problema di come ha fatto il mercato a prevalere sullo Stato.
Non è difficile la risposta. È stato sufficiente corrompere le menti affinché queste verità non fossero lampanti, attraverso un martellamento di idee imposte da una cultura sempre più impoverita e sostituita da una pseudo-cultura dell’apparire, del consumare sempre e comunque a prescindere dai bisogni. 

Rispondo:
Dopo aver organizzato la Casa della Gioventù in quel di ERBA...
Nel Novembre del 64, creai il primo partito politico indipendente D.I.E. ( in latino vuol dire giorno nuovo, in pratica: DEMOCRATICI INDIPENDENTI ERBESI o Democrazia Indipendente Europea o Democrazia Internazionale Evoluzionistica per giungere a DEMOCRAZIA INTELLETTIVA ELETTIVA). 
Feci risparmiare minimo dieci miliardi di lire... e mai ho toccato un soldo...
Per finire passo per “matto” e paradossalmente sono emarginato, ma quel che ho fatto lo rifarei senza pensarci sopra, cioè AMARE IL PROSSIMO...

Per finire riprendo un mio articolo già pubblicato:
GLOBALIZZAZIONE: Fenomeno culturale, edonismo, consumismo e mancanza d’ideali?
Trasformismo del negativo in positivo, nome nuovo di quale etica?
Parola nuova per una più sottile emarginazione?
Cammino positivo della propria identità l’innesto nella società dei
cittadini?
Il pericolo della Globalizzazione è che in nome dei senza volto, gente prezzolata, accomodata sugli scranni del potere, che fa solo politichese?.
Noi, che avvertiamo detto pericolo, dobbiamo cominciare a darci maggior responsabilità da laici, cominciando a difendere i principi Democratici e donarli ai cittadini.
Noi, consigliamo che le istituzioni debbono esserci perché non si può progredire senza ordine, ma essere gestite da cittadini, scelti tramite i Test Attitudinali per vocazione a servire il Prossimo, dagli attuali quanti si salvano?!
Noi, notiamo che ”oggi” i politici sono professionisti del ”voltagabbana” e che in nome dei “senza faccia” usano solo la speculazione per le proprie tasche, e imperterriti continuano a creare il debito pubblico, dando la colpa sempre agli altri. Poi si trincerano dietro ideologie e fondamentalismi, presentando programmi solo a parole! Noi, non dobbiamo dialogare con la violenza dei prepotenti, ma usare la Riflente, la logica dell’etica che ognuno possiede: Onestà, Capacità e Buonsenso nel servire con vocazione il tessuto sociale, di cui ogni cittadino è uno e vale uno ed è parte integrante della sfera...
Noi avvisiamo che nella scuola chi insegna origina danni irreparabili, nel promuovere passività, falsa verità per mancanza di Riflessione-Mente= RIFLENTE, d'accettare la Globalizzazione a scatola chiusa (com'è avvenuta). La Storia della Repubblica è nata per merito di gente come De Gasperi, A. Moro, Bachelett, Falcone Borsellino, Ambrosoli e tanti altri e, anche persone semplici, capaci d'essere presenza positiva in ogni dove; e non da gente collusa che si spaccia a salvatore della patria... 
La moneta non era più il metro della fatica ma un bene materiale come la pancetta e la carta igienica e quindi essendo un bene materiale deriva la sua esistenza dal diritto che chi là la stampa. 
E se chi la stampa non è più lo Stato (cioè noi) allora la conclusione che ne deriva è che serve ad arricchire dei semplici strozzini (cioè il mercato-borsistico che ne altera la sua equivalenza con il lavoro e con i beni reali). La moneta i padroni del vapore la stampano con carta straccia e noi “schiavi moderni” le baciamo la pila... Lorenzo pontiggia il Poeta marylory

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