Design come contemplazione e considerazione...

Pubblicato il da Lorenzo Pontiggia il poeta Mary Lory

Design come contemplazione e considerazione...

 

L'evolversi dell'ingegno di Leonardo nella progettazione dell'oggetto industriale, oggi è chiamato "disegno del design".

Quasi nello stesso periodo il Durer nelle sue incisioni amplia orizzonti sempre nuovi, vedi il “Il cavaliere, la morte e i
diavolo”, la “Melencolia I” e “San Gerolamo nello studio”. simboleggia le virtù scolastiche morali, teologiche e intellettuali favorendo l'espansione dell'arte in Europa. L’Italia diviene maestra di arte e di lettere.                                                                                                                                                                                                      Nell'artistico Leonardo, Raffaello, Michelangelo nel campo del disegno e pittura primeggiano.
L'invenzione dei caratteri mobili per la stampa di Gutenberg, permettono a Durer, di fare le incisioni di grande fascino e suggestione e attraverso il "design" avvicinarsi al grande Leonardo...

I Grandi nella loro opera usano la RIFLENTE che va oltre nell'aprire un mondo nuovo, realizzando il pensiero utopico(Immanenza Utopica).

 

Il design già circolava nelle nostre case negli anni 50/60, quando le scuole di design in Italia non esistevano (pur madre del "made in Italy", supplirono gli architetti A. Castiglioni, V. Magistretti,  Joe Colombo, Giò Ponti, Cambellotti...

All'estero le scuole esistevano, soprattutto in Inghilterra.  

Oggi, i Corsi di Design sono in continua crescita, perché è un impegno creativo dove la Riflente la fa da padrone, e gli oggetti di design sono continuamente richiesti.

 

 In una intervista Achille Castiglione: < Oggi, tutto diventa design: la moda, l’architettura, l’urbanistica, l’arredo urbano, la grafica, l’ingegneria, ecc., tutto passa sotto forma di design. Ma un momento! Però si tratta di occuparsi seriamente o meglio di accettare la sfida del progetto del futuro del nostro ambiente artificiale. Io che sono anche insegnante, nell’ottica didattica, arrivo a dire, e forse in maniera anche un pò spregiudicata, che il design in fondo non è una disciplina precisa, ma è un atteggiamento risultante da una formazione personale di critica umanistica, di critica tecnologica, di critica economica e di critica politica…

Il primo atto del design è la scelta delle funzioni. E resta condizionante fino alla fine del processo creativo alla cui base c'è la semplicità nel tendere ad una vita più giusta, meno sacrificata in cui tutti possono godere la Pace, che tutti cerchiamo!>.



Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory



 

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